L'Aquila. Un bando sui trasporti da parte del comune dell'Aquila, di cui quasi nessuno sapeva nulla, "scoperto" dal presidente dell'Arpa, Alfonso D'Alfonso. «Il settore Opere pubbliche del Comune, che notoriamente ha già dato il "meglio di sé", ambisce ora a programmare e progettare anche l'intermodalità sulla tratta Pescara-L'Aquila», afferma D'Alfonso. «Il bando di gara», afferma D'Alfonso, che parla anche come presidente dell'Associazione culturale e politica "Lorenzo Natali", «si prefigge il seguente obiettivo: "Azioni per il miglioramento delle interconnessioni tra il sistema infrastrutturale trasversale Roma-Pescara e il sistema della dorsale appenninica al fine dello sviluppo della intermodalità, del turismo ecologico e delle attività produttive». Il bando, pubblicato sul sito internet del Comune, prevede un importo a base d'asta di 313.870,17 euro. «L'obiettivo è ambizioso e importante», spiega D'Alfonso, «e sicuramente è importante l'importo, visto che si tratta di un mero "studio di fattibilità", e anche se l'intera somma è a carico dell'ex ministero delle Infrastrutture e trasporti, sono pur sempre risorse pubbliche che, visti i tempi, andrebbero utilizzate al meglio. A colpire», sottolinea D'Alfonso, «è che il bando rechi la firma dell'ingegnere Vittorio Fabrizi, dirigente del settore Opere pubbliche, e che tale studio segua altre non proprio brillanti iniziative nel campo della mobilità, già in precedenza cantierate, come la metropolitana, oppure progettate, come l'ovovia per Roio. Per non parlare del "Pum" (Piano urbano della mobilità), prima presentato e poi ritirato, sempre dallo stesso settore. Tale intervento», chiarisce D'Alfonso, «ci fa capire, con maggiore chiarezza, perché nel Pum era stata inserita la realizzazione di una seconda metro di superficie, sulla tratta ferroviaria San Demetrio-Sassa: soltanto per giustificare un altro progetto dalle dubbia utilità. Può il settore Opere pubbliche, programmare e progettare su un campo strategico e interdisciplinare come quello del bando, sul territorio di altri Comuni e su competenze delle Province? Prima di procedere, ci si è forse preoccupati di verificare se gli obiettivi fossero in linea con le strategie della Regione, che sta redigendo il "Prit" (Piano integrato dei trasporti)? E come mai, se dal bando si evince che il finanziamento risale al 2004, su questa iniziativa vige tuttora un imbarazzante silenzio? Vorrei tanto delle risposte che mi convincano che ci troviamo di fronte a un investimento per la crescita del nostro territorio», conclude Alfonso D'Alfonso, «ma temo proprio che l'unica cosa che crescerà, sarà il fatturato dei professionisti che realizzeranno questo ennesimo studio di fattibilità».