Annuncio di una maxi-fusione tra quattro aziende ma Reggio si sfila
Bologna senza pace. Da mesi alla ricerca disperata di vie «legali» per rinviare e possibilmente evitare definitivamente la gara per l'assegnazione dei servizi di trasporto pubblico locale, bersagliati dagli scioperi dei
sindacati di base e dagli attacchi dei confederali, Provincia e Comune non hanno trovato di meglio che litigare pubblicamente anche con la Provincia di Reggio Emilia. Oggetto del contendere l'annuncio, a suon di dichiarazioni, della firma da parte degli amministratori locali di un protocollo d'intesa che avvierebbe il processo di aggregazione tra le quattro aziende di Tpl di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio. Protocollo a cui, per inciso, mancava qualcuna delle firme citate.
Una maxi-fusione potenzialmente interessante sotto il profilo industriale e della massa critica, visto il nanismo delle imprese italiane, e che replicherebbe quanto avvenuto con Hera nel gas e nell'acqua, ma che, nel caso specifico si è rivelato l'ennesimo «giochino» per posticipare di altri due anni, fino al 2008, la gara di Bologna e «salvare» Atc dalla competizione. Competizione, peraltro, sostenuta da tutte le altre aziende emiliane, come previsto dalle norme regionali e nazionali, e che ora sono titolari di contratti di servizi aggiudicati con gara. L'assessore ai Trasporti dell'Emilia Romagna, Alfredo Peri, dovrebbe, però, entro l'estate proporre al Consiglio regionale di modificare la legge nel senso consentito da Finanziaria 2006 e Mille-proroghe e allungare così di due anni il periodo transitorio per le aziende interessate da fusioni.
Tornando allo scontro «istituzionale», a mettere le mani avanti sull'accordo a quattro è stata la presidente della Provincia di Reggio Emilia, Sonia Mancini. «Per ora andiamo avanti tra noi e Modena - ha dichiarato -perchè le aggregazioni devono essere gestibili, poi si vedrà». Evidentemente agli assessori bolognesi, Venturi (Provincia) e Zamboni (Comune) e al sindaco Sergio Cofferati non bastava il via libera all'azienda unica con Ferrara già assicurato da primo cittadino della città estense, Gaetano Sateriale: serviva anche il fiore all'occhiello di altre due amministrazioni della via Emilia.
Un protocollo, è vero, è stato firmato tra le quattro Province e i quattro Comuni ma si tratta di un testo assai vago, che si limita a una dichiarazione d'intenti. Assolutamente insufficiente per i sindacati bolognesi di base - che sembrano non aver ancora capito che l'affidamento in house rivendicato quotidianamente è fuori discussione visto che la legislazione nazionale non lo consente - che hanno proclamato nuove agitazioni per luglio. Per la verità lo stesso Zamboni e ora cauto sul mega-accordo e si limita a definirlo «una strada complessa che gli assessori hanno indicato per i loro territori, che non esclude tappe di avvicinamento progressive». Ovvero, in prima battuta, l'integrazione tra Ferrara e Bologna e quella tra Modena e Reggio Emilia.
La vera notizia, infatti, non è la maxi-fusione a quattro, ma quella, assai più vicina e plausibile tra Reggio e Modena. I quattro assessori interessati, insieme alle due agenzie per la mobilità, stanno definendo, anche con i sindacati, un piano industriale integrato che consenta, intanto, di costituire un'unica centrale di acquisto e un'offerta comune. «La base da cui siamo partiti - spiega l'assessore del Comune di Reggio, Alberto Santel - è il "Progetto Quadrilatero", che prevede il completamento di un anello ferroviario, o metrotramviario che tocchi i nodi più importanti dei due bacini provinciali, consentendo di aumentare molto gli utilizzatori del trasporto pubblico e quindi di far lievitare i ricavi e ridurre i costi».
L'investimento necessario a posare i chilometri di binario mancanti potrebbe anche essere sostenuto da operatori privati. Va ricordato, infatti, che già oggi il 35% di Autolinee dell'Emilia, la Spa reggiana che gestisce il servizio, è nelle mani di Autoguidovie, acquisita dai francesi di Transdev. A breve la governance di Ae sarà affidata a un consigliere delegato designato proprio dai socio privato.