PESCARA. E' finita. La metropolitana leggera di superficie, la cosiddetta filovia che unirà Pescara e Montesilvano attraverso i 7 chilometri di tracciato della strada parco, è già una realtà. Secondo una prima indiscrezione che troverà conferma solo nella giornata di lunedì con l'annuncio ufficiale della Gtm, ad aggiudicarsi l'appalto da 31milioni di euro sarebbe stata la Balfour Beatty Italia, azienda con casa madre a Londra che ha realizzato le più importanti reti di trasporto negli Usa e in Inghilterra.
La Balfour avrebbe avuto la meglio su altri due colossi del settore che erano stati ammessi alla gara europea, la Bonciani srl di Ravenna, da anni impegnata per la Rete ferroviaria italiana, e la Sirti di Milano, società attiva soprattutto nel settore delle telecomunicazioni. L'esame delle offerte era stato affidato alla commissione presieduta dal direttore generale della Gtm, Tullio Tonelli e composta da quattro ingegneri impegnati a vario titolo anche nel mondo accademico. Si tratta di Bruno Dalla Chiara, del Politecnico di Torino; Marco Medeghini, milanese, amministratore delegato della società Sintesi, una controllata della Brescia Mobilità spa; Antonio Musso, docente di ingegneria geotecnica all'Università di Tor Vergata e Antonio Pratelli, professore associato di Trasporti al dipartimento di Ingegneria civile dell'Università di Pisa. E' finita davvero, perché l'assegnazione dell'appalto finanziato per sostenere il trasporto pubblico ecologico, chiude una partita che si trascina da tredici anni. Da quando la Regione, azionista di riferimento della Gtm, deliberò l'approvazione del progetto che, nella sua versione originale, prevedeva di unire Silvi con Chieti e Francavilla, con un braccio verso Ovest destinato a servire l'utenza dell'aeroporto. La presenza di un ponte di troppo tra Silvi e Montesilvano, le difficoltà logistiche e finanziarie subentrate nel tempo, hanno consentito per il momento solo l'appalto del primo lotto dell'opera, per coprire la tratta Pescara-Montesilvano. E già questo è stato subito un argomento di scontro tra i sostenitori del "no" e quelli del "sì" alla filovia. Perché la metropolitana leggera di superficie pensata per risolvere il problema degli accessi da Nord sulla città, e dunque abbattere il traffico veicolare e l'inquinamento, non è più ritenuta da tutti funzionale al suo scopo per un tragitto così breve. In sostanza, la filovia sarà una valida alternativa alla linea 38, quella dei pendolari. Ma il prezzo da pagare per gli utenti della strada parco sarà altissimo. Quella striscia di 7 chilometri ormai adottata dalla città come un grande cortile condominiale, intere famiglie, bambini, sportivi che hanno usufruito per anni di questo grande spazio pedonalizzato, vedono svanire di colpo un privilegio. Un "lusso", si potrebbe dire, al quale in molti ci avevano però fatto l'abitudine. Quali saranno ora le reazioni, le resistenze alla notizia dell'aggiudicazione dell'appalto che verranno dai movimenti civici spontanei, dagli ambientalisti e dai partiti schierati per il "no", non è facile prevederlo. I margini per rendere comunque il meno offensivo possibile il passaggio della filovia sulla strada parco esistono ancora. Un'idea che si fa strada da tempo è quella di farla funzionare solo dal lunedì al venerdì, lasciando tutto com'è oggi almeno nei week-end. Ma questa è già un'altra storia.