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Data: 15/07/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
Teramo mare, ancora ritardi. Rinviata l'apertura del secondo lotto, D'Ignazio bacchetta tutti

Inciampano nelle ire dell'assessore al Commercio, Giorgio D'Ignazio, i lavori che pigiano sul freno per quanto riguarda la sofferta Teramo mare e che, dopo l'ultimo slittamento annunciato, dovrebbero vedere la luce il prossimo 28 luglio, almeno per quanto riguarda l'uscita di Sant'Atto. Un ritardo sul cronoprogramma annunciato che parlava invece di toccare Bellante a fine luglio, step ora malinconicamente rinviato all'autunno, e che sarebbe imputabile ad una non adeguata realizzazione del "tappetino". Una nota di taglio strettamente politico piuttosto che amministrativo, quella alla quale D'Ignazio, da uomo di partito, affida un pesante j'accuse. Sul banco degli imputati Provincia, Regione e Anas allargandosi ai sindaci di Comuni interessati, il cui interesse sul tema non pare brillare. Ad assistere metaforicamente in "aula", i teramani sottoposti incredibilmente all'ennesima estate con imbottigliamento rituale sulla statale 80, afflitta da turismo pendolare per raggiungere le spiagge o semplicemente percorsa per lavoro. Con il corollario, spesso tragico ma scontato, di incidenti. Tutto questo racchiuso in una nota durissima indirizzata a quelle «voci insistenti che annunciano il rinvio dell'apertura del secondo lotto», per capirsi l'uscita di Bellante stazione. «I teramani dovranno subire un nuovo, intollerabile ed incomprensibile ritardo sulla realizzazione della Teramo mare, eppure nel 1928 in appena 3 anni è stata realizzata la Torino - Milano», infierisce D'Ignazio. Il danno finisce, e su questo non ci piove, per penalizzare non poco cittadini e turismo, "spalmandosi", per usare un brutto termine, sulle attività economiche: «Ed è tale da pregiudicare l'intera stagione turistica, forse per colpa della superficialità di chi ha realizzato i lavori e certamente dell'incuria di chi doveva responsabilmente controllarli, verificandone l'idoneità». Da qui il richiamo, duro, alle responsabilità politiche «di chi tace e non interviene come dovrebbe». E, a fronte delle istituzioni che "trascurano" i teramani, la domanda retorica: «Potrebbe essere il caso di un intervento risolutore del Prefetto in assenza di Provincia, Regione e Anas?» Restringendo invece il cerchio alla mobilità cittadina, ristagna anche il Put, quel piano urbano del traffico, "parto" particolarmente delicato. «Fondamentale cercare il confronto sulla filosofia che deve ispirarlo», dribbla l'assessore al Traffico, Berardo Rabbuffo. Ma siamo sicuri che a stornare le attenzioni non sia piuttosto l'ansia da verifica più ampliamento? Come dire, difficile concentrare le energie amministrative se scricchiola la serenità politica...

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