Dovrebbe avere una spinta in più per correre come le altre regioni. Ma il condizionale, in questo caso, è d'obbligo. E non importa se l'avanzata procede su strade o su binari. È praticamente la stessa cosa. L'Abruzzo è la Cenerentola d'Italia in fatto di trasporti. Colpa di una mancata programmazione organica e di un inesistente peso politico a livello nazionale. Ma ora è tempo di offensiva. Così l'Ugl Abruzzo passa all'attacco e sfodera ben tre armi. La prima: un dossier sui trasporti della nostra regione che giovedì 20 luglio presenterà al Presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, in occasione della visita del ministro Antonio Di Pietro a L'Aquila. La seconda: una raccolta di firme da far arrivare sui tavoli capitolini in favore di un collegamento ferroviario veloce e sicuro tra Pescara e Roma. Ed è sempre su questa tratta che si dirige anche la terza azione di protesta: per festeggiare la ricorrenza della sua inaugurazione (il 30 luglio 1888) l'Ugl dà appuntamento per il 29 luglio a cittadini e autorità nel piazzale della stazione centrale di Pescara per una celebrazione volta anche a sensibilizzare gli amministratori. E non solo. «Lo sviluppo e il rilancio della nostra regione - ha dichiarato Geremia Mancini, segretario regionale Ugl, nel corso di una conferenza stampa - passano attraverso l'affermazione di una logica che veda l'Abruzzo sempre meno distante dal resto d'Italia e d'Europa. Per questo occorrono idee ma anche un nuovo peso politico e un nuovo rispetto da parte del governo centrale». E affinché l'Abruzzo non resti ancora a guardare le altre regioni che nel campo dei trasporti hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni, l'Ugl presenta il suo dossier che scatta una fotografia sui reali problemi delle nostre infrastrutture. «Chiederemo agli amministratori di puntare su Ortona come porto commerciale - ha spiegato Enzo Ilario, segretario nazionale e regionale Ugl trasporti -, di finire i lavori sull'interporto di Manoppello e di far fermare il treno davanti all'aeroporto di Pescara». Per la viabilità ferroviaria Ilario ribadirà la necessità di creare nuove linee di collegamento con Roma ma per quelle autostradali si chiede «per quale motivo i lavori di ampliamento dell'autostrada A25 arrivano fino a Pedaso?». L'Ugl ha le idee chiare anche per le strade. «Pensiamo che si debba innanzitutto razionalizzare e organizzare meglio il servizio garantito dalle tre aziende di trasporto regionale (Sangritana, Gtm e Arpa) - ha continuato Ermanno Falco, segretario regionale Ugl autoferrotranvieri -. Poi chiederemo anche di realizzare un sistema urbano elettrificato che dovrà essere completato da una metropolitana di superficie. E infine l'adozione dei piani di bacino per superare i campanilismi». Intanto il sindacato rilancia l'idea della "Cabina di regia allargata": « Riteniamo indispensabile - ha chiarito Mancini - che si crei un collegamento non virtuale ma reale tra Governo regionale, governo nazionale e sindacati, una "cabina di regia allargata" che descriva l'esatta situazione dell'intero territorio e quantizzi in concreto le difficoltà reali che il cittadino abruzzese è costretto a pagare e sopportare da decine di anni per l'incuria, l'incapacità e la negligenza di chi lo avrebbe dovuto tutelare». Un "occhio indiscreto" che guardi le defaillance del sistema per poi intervenire con pillole ricostituenti. Per far tornare a splendere l'Abruzzo degli anni '70, quello che si fregiava delle sue infrastrutture, sarà dunque necessaria una campagna a tutto tondo, giocata certamente con i mezzi della concertazione e della sussidiarietà. Ma anche, se necessario, con delle pubbliche manifestazioni (come quella prevista per il 29 luglio) o petizioni che trascinino in piazza e raccolgano quanti più abruzzesi possibile.