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Pescara, 29/06/2026
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Data: 29/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Bus, protesta per l'aumento delle tariffe. Un gruppo di pendolari teramani contesta anche le modalità degli abbonamenti

TERAMO. E'inutile propagandare l'uso del mezzo pubblico se poi si aumentano i costi degli abbonamenti, i mezzi fanno ritardo e ci sono altri disservizi. E' quanto sostiene, in una lettera inviata alla Regione e all'Arpa, un gruppo di pendolari della provincia di Teramo che giornalmente utilizzano il mezzo pubblico per il tragitto dalla costa al capoluogo. I pendolari protestano per l'aumento del 6% delle tariffe di biglietti e abbonamenti e per il fatto che dal 1º agosto prossimo l'Arpa ha imposto l'obbligo della decorrenza del mese solare per gli abbonamenti.
«Se prima un "povero" abbonato», si legge nella lettera, «poteva rinnovare l'abbonamento in qualsiasi periodo del mese, avendo lo stesso la durata di 30 giorni, evitando così, magari in concomitanza di festività, ferie, malattia ecc., di far decorrere inutilmente i tempi, ora è costretto a vidimare all'inizio di ogni mese. Non a caso il provvedimento scatterà il 1º agosto (periodo di ferie) e così chi lavora solo per due settimane apprezzerà il piacere dell'uso del mezzo proprio o regalerà all'Arpa soldi investiti in biglietti».
«Così», proseguono i pendolari, «i pochi temerari che continueranno ad usare il pullman, ulteriormente penalizzati, tra un malfunzionamento dell'aria condizionata (a proposito, spiegate agli autisti che se venti passeggeri dicono che si muore dal caldo forse è l'aria condizionata che non funziona e non è un attacco di isteria collettiva), un ritardo dell'autobus, lo stile di guida da Gran Premio di molti autisti, e disagi vari saranno sempre meno e la decantata politica di diminuzione del traffico e dell'inquinamento rimarrà buona solo per organizzare forum e dibattiti per gli addetti ai lavori».

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