AVEZZANO. La Roma-Pescara, da sempre cavallo di battaglia nelle campagne elettorali a tutti i livelli, non ha mai goduto, però, dei vantaggi che tale privilegio poteva arrecare alla linea ferroviaria. Nonostante le promesse dei politici nelle fasi preelettorali, infatti, le condizioni della principale linea abruzzese non sono mai migliorate.
Anzi, le nuove tecnologie e l'alta velocità corrono sulle altre direttrici ferroviarie d'Italia, mentre a quella abruzzese restano le briciole perché deve far fronte a problemi come l'inefficienza delle locomotive ormai troppo vecchie e quindi non rispondenti alle necessità dei viaggiatori. Il tempo di percorrenza è rimasto quello di decine di anni fa.
Il 4 febbraio 2005 il non ancora governatore della Regione, Ottaviano Del Turco, in un viaggio in treno a fianco dei pendolari per dire basta ai disagi sulla principale linea abruzzese affermò: «La questione della Roma-Pescara non nasce con la mia candidatura alla presidenza della Regione. Vorrei che tutti i candidati a governare l'Abruzzo facessero la mia stessa esperienza, che toccassero con mano il disastro di una linea ferroviaria a binario unico, con le peggiori carrozze del parco ferroviario italiano».
Ma non fu il primo viaggio con i pendolari di Del Turco. Il primo risale all'11 febbraio del 2002 (nella foto alla stazione di Tagliacozzo).
Il 3 luglio del 2003, invece, anche il consigliere regionale Stefania Pezzopane, non ancora presidente della Provincia, affrontò un viaggio in treno con i pendolari.
Nell'occasione dichiarò: «Un viaggio particolarmente allucinante. Sono partita da Tagliacozzo alle 15.35 e posso dire con tutta franchezza che gli annunci di Trenitalia non si sono realizzati purtroppo né su quel treno né su altri come ho avuto modo di riscontrare direttamente con i pendolari e il personale. Di sei vagoni, solo su uno (e parzialmente) funzionava l'aria condizionata. Il caldo è stato insopportabile. Ho quindi sollecitato di nuovo Regione e Trenitalia a fare il loro dovere per migliorare questa vergognosa situazione che allontana gli utenti dall utilizzo del treno».
Ultimamente sulla questione è intervenuto anche il ministro dei Trasporti del governo Prodi. «Inizieremo un'azione per convincere le Ferrovie a migliorare i servizi», ha infatti dichiarato in un recente incontro a Collarmele il ministro Alessandro Bianchi, «sono convinto che è possibile migliorare il servizio e i tempi di percorrenza sulla linea abruzzese senza intervenire necessariamente sulle infrastrutture».
Il ministro ha sottolineato, inoltre, che «le Ferrovie sono un soggetto autonomo e il governo ha una funzione di controllo. Ma il collegamento dell'Abruzzo con Roma deve essere il più fluido possibile. Per questo», ha assicurato, «inizieremo un'azione per convincere le Ferrovie a migliorare i servizi».
La situazione, però, nonostante le posizioni e gli interventi di autorevoli esponenti delle istituzioni, non è cambiata.