Diecimila firme non fermano il Comune: confermata la chiusura della rampa
Pescara. Non li ha fermati il caldo. Nè li ha scoraggiati vedere il sindaco uscire di corsa dal Comune proprio mentre loro invadevano la scalinata. Anzi. Agguerriti più che mai, gli esercenti del comitato spontaneo anti rampa ieri mattina si sono riuniti davanti a Palazzo di città per consegnare le firme raccolte in dieci giorni e chiedere un ripensamento sulla chiusura della rampa. Tra i commercianti anche molti balneatori; spiccava su tutti Eriberto, arrivato in sella ad un calesse con l'immancabile corno. A cornice anche uno striscione: "L'asse attrezzato non si tocca, difendi Pescara". Un malloppo di carte -10.323 firme protocollate - sono state poi portate all'assessore Armando Mancini. Ma nulla di nuovo sotto il sole. Infatti da venerdì scatterà, come previsto, la chiusura della rampa in uscita su piazza Italia. La sperimentazione durerà un mese. «Anche se l'Anas vuole un bilancio tra sei mesi -dice Mancini - noi abbiamo stretto un patto con la cittadinanza e il 4 settembre faremo il punto della situazione». Nessun ripensamento dunque, anche perchè secondo l'assessore al traffico «non si tratta di un intervento ma di una terapia». E non esistono provvedimenti definitivi. Come dire: se tra un mese la chiusura della rampa non avrà consentito di raggiungere gli obiettivi prefissi, contribuendo a snellire il traffico, a diminuire l'inquinamento e ad aumentare la sicurezza dei pedoni, si tornerà a bomba. Della serie: scusate ci siamo sbagliati.
«La trasformazione della viabilità prevista nel piano traffico - spiega Mancini alla nutrita delegazione di commercianti presente nel suo assessorato -, intende favorire la svolta a destra dove possibile evitando l'incrocio di flussi veicolari, vuole privilegiare il senso unico che rende più fluida la circolazione e il parcheggio delle auto, e indirizzare il traffico in uscita dalla città su alcune strade, per evitare che si mischi a quello locale. Le nostre strade non sono fiumi che scendono sempre nella stessa direzione, ma devono mutare in base alle esigenze della cittadinanza. Non si tratta di operazioni azzardate perchè le modifiche previste si basano su studi e rilevazioni di flussi condotti in maniera scientifica». E il momento dei commercianti. Un loro rappresentante, Franco Genchi, deposita il malloppo di firme sul tavolo e aggiunge: «Le abbiamo raccolte in dieci giorni, crediamo che abbiano un significato». «Sicuramente - gli risponde Mancini -. Rispetto la buona fede di chi crede che il provvedimento relativo alla rampa sia dannoso per la città - aggiunge l'assessore - ma non lo condivido, e chiedo pari rispetto per chi ritiene sia un vantaggio». «E' un boicottaggio della città», sbotta inviperita una commerciante. «E' una sua opinione», ribatte l'assessore, che poi rassicura i presenti sulla nuova segnaletica per l'indicazione di parcheggi del centro e dell' area di risulta.
Per tutto il mese di agosto, i commercianti resteranno a guardare. E nel frattempo studieranno una soluzione alternativa da proporre all'amministrazione comunale come ha fatto nei giorni scorsi la Confcommercio. «Si tratta di uno svincolo di uscita dall'asse attrezzato all'altezza del campetto Rampigna che condurrà direttamente al parcheggio dell'area di risulta», anticipa Sandro Acerbo, negoziante. In attesa che il sindaco Luciano D'Alfonso risponda alle lettere inviategli dal comitato spontaneo nelle quali si chiedeva di riconsiderare la chiusura della rampa. Ma mai silenzio fu tanto eloquente.