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Pescara, 26/06/2026
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Data: 10/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sotto sequestro Villa Pini, auto, ville e titoli. Sigilli a un patrimonio di 15 milioni, frutto della maxi truffa da 33 milioni al servizio sanitario

PESCARA - Inchiesta sanità ultimo atto. E' il sequestro dei beni che la guardia di finanza ha eseguito ieri mattina nei confronti di Vincenzo Angelini e del suo gruppo imprenditoriale. La clinica Villa Pini, i quattro edifici che compongono la struttura e non l'attività aziendale che continua la sua regolare gestione; e poi case, garage, titoli e macchine, tutto per un valore di circa 15 milioni di euro che è poco meno della metà dei 33 milioni (21 della prima cartolarizzazione e il resto dell'accordo transattivo con la Asl di Chieti) che la procura ha individuato come frutto delle presunte truffe compiute dal re delle cliniche private e grande accusatore della giunta Del Turco.
Dopo il sequestro di attico e superattico e di quattro quadri al parlamentare Sabatino Aracu, nell'elenco degli indagati per i quali era stato disposto il blocco dei beni mancava soltanto Angelini (erano già stati eseguiti mesi fa i provvedimenti a carico di Del Turco, Quarta, Cesarone e Conga). Nella lista compresa nella voluminosa misura cautelare firmata dal gip Di Fine, oltre alla clinica, di cui risulta titolare Chiara Angelini, la figlia, divenuta amministratrice del gruppo, figurano 5 auto di grossa cilindrata, sempre intestate a Villa Pini, e poi sei immobili intestati a Enzo Angelini: due case e un garage a Chieti; un appartamento a Pescara (quello di via Mazzini dove Angelini avrebbe consegnato sei milioni di euro a Conga); tre a Francavilla. Resta fuori la villa dove attualmente Angelini abita che risulta intestata alla Novafin, la cassaforte del gruppo. Oltre a tutto questo anche cinque milioni di euro di titoli obbligazionali. Un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente: cioè in base al presunto danno arrecato alla regione e alla Asl.
Ma perchè soltanto ieri i sequestri ad Angelini? Perchè non in concomitanza con quelli disposti per gli altri coindagati eccellenti? E la risposta sta forse nel memoriale della ex moglie di Aracu, Maria Maurizio, che è stato il vero ago della bilancia: quello che ha ristabilito certi equilibri, quanto a responsabilità, tra centrosinistra e centrodestra. Soltanto dopo quelle rivelazioni, che hanno disegnato un quadro più preciso e più chiaro del ruolo di primo piano dei politici del governo di Giovanni Pace, la procura ha forse rivisitato la posizione di Angelini. Che fino a quel momento aveva sostanzialmente salvaguardato la sponda politica del centrodestra, con cui aveva trattato una buona parte dei rimborsi che gli investigatori ritengono inappropriati. va ricordato, ad esempio, che il nome di Conga venne fuori soltanto dopo che era stata depositata la misura cautelare per Del Turco & company, e quello di Aracu, inizialmente accusato soltanto di una richiesta di denaro non onorata («Sabatì, va a quel paese») soltanto dopo il memoriale della Maurizio.
E sempre nella stessa giornata di ieri la finanza ha consegnato ad Angelini l'avviso di conclusione delle indagini dove figurano i 33 indagati e le due società: Villa Pini e la Barclays, la banca che si occupò della cessione dei crediti di Angelini per 21 milioni di euro. Un elenco di indagati rivisto, anche se di poco, con qualche uscita e qualche ingresso come i due responsabili della Deutsch Bank, Fabio De Concilio e Paolo Gribaudo (accusati di abuso d'ufficio e falso) e quello della Barclays, Marco Penna (falso). Entra poi nell'avviso anche l'ex assessore comunale Giovanna Calignano, accusata di favoreggiamento e rivelazione di segreto d'ufficio per quella fuga di notizie prima degli arresti del 14 luglio del 2008, quelli dell'ex governatore Ottaviano Del Turco e degli altri personaggi eccellenti della sua giunta. La Calignano, secondo l'accusa, avrebbe avvertito in anticipo il segretario dell'assessore alla sanità Bernardo Mazzocca, Angelo Bucciarelli.

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