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Data: 11/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Deficit, Tremonti: «No a nuove manovre. Finché ci sono io niente tagli alle pensioni»

Il ministro: «La Ue ha dato una valutazione molto positiva del piano di risanamento dei conti previsto nel Dpef». E sui tempi di aggiustamento del bilancio è braccio di ferro Parigi-Bruxelles

BRUXELLES - L'Unione europea ha dato una "valutazione oggettivamente molto positiva" del piano di riduzione del deficit messo a punto dal governo italiano nel Dpef e non chiede ulteriori manovre. E' quanto ha spiegato il ministro del Tesoro Giulio Tremonti commentando la raccomandazione con cui la Commissione Ue si prepara a chiedere all'Italia di riportare il rapporto deficit-pil al di sotto del 3% nel 2012, con una correzione annua dello 0,5% per tre anni. "E' esattamente quello che avevamo previsto", ha osservato il ministro, rilevando che Bruxelles non chiede all'Italia manovre aggiuntive, ma solo di continuare sulla stessa strada intrapresa fino ad ora. Secondo i dati del governo l'Italia avrà infatti un deficit del 5,3% per quest'anno, del 5% nel 2010, del 3,9% nel 2011, del 2,7% nel 2012. Tremonti ha garantito che fino a quando sarà lui il responsabile del dicastero di via XX Settembre il sistema pensionistico non subirà sforbiciate: "Se la parola è tagli mai finchè ci sono io". Anche perché per Bruxelles l'Italia non corre rischi eccessivi legati all'impatto dell'invecchiamento della popolazione sui conti pubblici. "Tutti devono prendere una medicina. A noi è stata data la possibilità di andarci a curare prima, ma di prendere la medicina in piccole dosi", ha illustrato Tremonti al termine della riunione dell'Ecofin. Domani il commissario europeo per gli Affari economici, Joaquin Almunia, raccomanderà ai vari paesi in deficit eccessivo - attualmente 13 su 16 solo nella zona euro - di tornare al di sotto del 3% indicato dal Patto di stabilità e di crescita: Italia e Belgio avranno fino al 2012, mentre Francia, Germania e Spagna, i cui deficit sono ben più ingenti, dovranno fare in modo di rimettersi in ordine entro il 2013. Ma Parigi ha contestato l'indicazione, scatenando l'ennesima polemica con Bruxelles in materia di deficit. "Il 2014 è già un bello sforzo. Il 2013 credo che sarà estremamente difficile. E' quello che ho detto ai miei colleghi", ha dichiarato il ministro delle Finanze francese Christine Lagarde. "Portiamo a casa un risultato non frequente, non comune", ha aggiunto Tremonti, A chi gli chiedeva se ci sia margine, all'interno delle raccomandazioni della Commissione, per un taglio dell'Irap, Tremonti non ha voluto rispondere, osservando: "Intanto è stato approvato il bilancio italiano e questo è il presupposto. Io non pensavo andasse così bene". Il ministro ha aggiunto: "Quello che è importante è il ritorno dell'Italia nella normalità. Anche il debito cresce ad un ritmo più lento rispetto agli altri paesi", ha aggiunto Tremonti. "La Commissione ha sostanzialmente preso atto del Dpef nella sua interezza e lo ha fatto anche con grossi complimenti e lodando l'oculatezza con cui sono state fatte le misure", ha aggiunto il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, osservando: "Il trattamento ricevuto è non dico di favore, ma riconosce senz'altro la prudenza con cui abbiamo agito. Ci chiedono il minimo, ma senza metterci troppo sotto pressione". Nel corso dell'Ecofin i ministri hanno discusso, e in parte contestato, la proposta della Commissione di ritirare gli aiuti alle banche nel giugno del 2010, alzando il costo delle garanzie statali e ponendo fine ai programmi di riacquisto di asset a rischio. Ma per il presidente dell'Ecofin, lo svedese Anders Borg, è "prematuro", poiché "c'è bisogno di portare avanti questi sistemi per ancora un po' di tempo".

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