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Data: 13/11/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Fisco, si taglierà soltanto l'Irpef. Approvato un decreto legge. Paolo Bonaiuti: è una misura che vale 3 miliardi e 600 milioni

Dal provvedimento sono stati esclusi sconti Irap e Ires alle imprese

ROMA. Il governo approva un decreto legge per la riduzione degli acconti fiscali. Con una retromarcia nel giro di poche ore, la misura e stata limitata solo all'imposta sul reddito delle persone fisiche.
Si tratta della ben nota Irpef. Lasciate fuori, invece, le imposte piu care alle imprese, cioe l'Irap e l'Ires. Sarebbero ora in corso - secondo quanto si apprende - i calcoli per definire la percentuale di riduzione dell'acconto rispetto alle risorse stanziate che sarebbero più basse rispetto ai 3,5 miliardi inizialmente preventivati. Anche se il sottosegretario Paolo Bonaiuti, dice che la misura «vale 3 miliardi e 600 milioni che a novembre saranno lasciati nelle tasche dei cittadini».
L'obiettivo, secondo le stesse fonti, sarebbe quello di dare un sostegno concreto alla liquidità dei contribuenti che pagano gli acconti, in funzione anti-ciclica, per spingere soprattutto i consumi nel periodo natalizio. Una delle ipotesi sul tappeto, ad esempio, prevedeva la riduzione di 20 punti dell'acconto Irpef di novembre, portando la percentuale dal 99 al 79%.
I miliardi che non pagheremo ora, li pagheremo poi, a maggio. Non si tratta di un taglio, ma di una dilazione di pagamento. La riduzione dell'acconto Irpef ha infatti l'effetto di rinviare a maggio, al momento del saldo, la quota delle imposte dovute.
L'acconto Irpef, in particolare, riguarda tutti i contribuenti persone fisiche, e le società di persone, che pagano questa imposta. Resterebbero quindi fuori le società di capitale (dalle spa alle srl) che versano invece l'Ires. A beneficiare della riduzione dell'acconto dell'imposta sui redditi sarebbero quindi in particolare le micro-aziende personali e il popolo delle «partite Iva» che pagano le imposte in base alle dichiarazioni dei redditi Unico.
La misura, apportando i necessari correttivi, dovrebbe riguardare quindi i lavoratori dipendenti e le loro famiglie. Il beneficio verrebbe esteso ai lavoratori che hanno redditi aggiuntivi (ad esempio per la seconda casa, o per l'incasso di collaborazioni) o per coloro che hanno redditi assimilabili a quelli da lavoro, come i separati che percepiscono un assegno familiare.
Intanto al Senato prosegue l'esame della Finanziaria che potrebbe essere approvata oggi. Approvata con piccoli cambiamenti che arrivano in corsa. Il maxiemendamento del relatore, infatti, è stato limato di nuovo. Sparite alcune delle micronorme che erano state inserite solo 24 ore prima. Non rientrano nella manovra, per esempio, gli sgravi per compra tartufi da raccoglitori occasionali, spariti i dieci milioni di contributo alla produzione di prodotti a stagionatura prolungata (per esempio i prosciutti). taglio agli stanziamenti per i defebrillatori e per le zone colpite dal maltempo.
Ancora a rischio la norma sulla Banca del Sud, dove il regolamento, non discusso in commissione, potrebbe incappare nel giudizio di inammissibilità. Con la nascita di Difesa Spa, poi, diventano marchi su cui pagare i diritti, tutti quelli che riguardano le Forze armate, compresa l'Arma dei Carabinieri. Significa «multe da mille a 5mila euro per chi fabbrica, vende, espone, adopera industrialmente ovvero utilizza al fine di trarne profitto denominazioni e simboli». Insomma anche le fiction dovranno pagare diritti.

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