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Data: 13/11/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Processi brevi - Ecco la legge che salva l'imputato Berlusconi. Dopo due anni processo estinto. C'è la retroattività. Chi è escluso e chi no

Il ddl presentato dal Pdl e controfirmato dalla Lega annullerà migliaia di altri procedimenti. Il Cavaliere al riparo da probabili condanne per Mills e Mediaset

ANDREA PALOMBI

ROMA. Berlusconi è stato accontentato. Il disegno di legge sui cosiddetti «processi brevi» è stato presentato ieri in Senato dal Pdl e controfirmato dalla Lega. Servirà a mettere il Cavaliere al riparo dalle probabili condanne nei processi Mills e Mediaset, ma farà anche saltare migliaia di altri processi. Andranno infatti in prescrizione i processi in corso, per reati che prevedono pene massime di dieci anni, se sono passati più di due anni dalla data del rinvio a giudizio.
Magistrati e opposizione sono in rivolta, lo scontro in Parlamento è assicurato, ma anche all'interno della maggioranza minaccia di riaprirsi il braccio di ferro fra finiani e Lega.
Ad alimentare i malumori dei fedelissimi del presidente della Camera è il codicillo, imposto dalla Lega, che esclude dal beneficio del «processo breve» il reato di immigrazione clandestina. Come a dire che la norma metterà in salvo imputati ricchi e potenti, accusati ad esempio di corruzione e concussione, ma non poveri cristi colpevoli solo di cercare scampo dalla miseria.
«Questo è il testo su cui c'è stata una convergenza fra Berlusconi e Fini», assicurava ieri mattina l'ex An Italo Bocchino. Ma evidentemente non era esattamente così. Almeno ad interpretare la dichiarazione con cui Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera, ma soprattutto esperta di Fini per il settore, ha commentato la notizia. Proprio la Bongiorno nei giorni scorsi aveva trattato a lungo con il deputato-avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, il testo di un possibile disegno di legge. Era stata lei ad escludere la possibilità di introdurre la prescrizione breve.
«Suscita un certo stupore - ha commentato ieri - la scelta di includere nell'elenco dei reati di grave allarme sociale, come quelli di mafia e terrorismo, l'immigrazione clandestina che è una semplice contravvenzione peraltro punita con una banale ammenda». In sintonia con lei anche un altro fedelissimo di Fini, il vice presidente dell'antimafia Fabio Granata: «E' ridicolo, più che grave, che il reato di immigrazione clandestino sia inserito tra i reati di grave allarme sociale esclusi dal disegno di legge sul processo veloce».
Quando il provvedimento arriverà in aula lo scontro con la Lega è dunque già annunciato. Proprio la norma anti-immigrati è stata infatti la condizione del Carroccio per mettere la propria firma sotto al provvedimento. «E' sempre più chiaro che all'interno della maggioranza c'è chi conta più degli altri - sottolinea Roberto Di Giovan Paolo - e questo è la Lega». Per il senatore Pd, «l'obiettivo della maggioranza è colpire derelitti e disperati. E' assurdo che tutto ciò avvenga, visto che tanti immigrati avrebbero tutti i diritti per chiedere la cittadinanza italiana».
Totalmente d'accordo con la proposta del Pdl si dice invece, e non stupisce, il ministro della Giustizia Angelino Alfano. «Condivido lo spirito e il senso del disegno di legge», ha infatti assicurato ieri. Il Guardasigilli sottolinea che è sua intenzione «abbinare» alla nuova legge (che fa scattare la prescrizione dopo due anni per ciascun grado di giudizio) anche un «piano organico» per far sì che questa norma sia applicabile, ammettendo così che oggi non lo è. Per garantire maggiore efficienza promette più risorse, più «efficienza» nell'organizzazione degli uffici giudiziari, anche se non specifica quando e come.

Dopo due anni processo estinto
C'è la retroattività. Chi è escluso e chi no

ROMA. Dopo trattative, annunci e ritocchi dell'ultima ora, eccolo il ddl sul processo "breve" che consentirà al premier Berlusconi di chiudere per estinzione i processi Mills (in cui è imputato per corruzione in atti giudiziari) e Mediaset (nell'ambito del quale deve rispondere di frode fiscale e altri reati societari).
Ecco, in sintesi, i punti principali del ddl.
ESTINZIONE DEI PROCESSI. Con la creazione di un articolo "ad hoc" del codice di procedura penale (346 bis), il ddl prevede che il giudice dichiari di non doversi procedere per estinzione dei processi per i quali la pena è inferiore nel massimo a 10 anni quando la sentenza di primo grado non è arrivata entro due anni dalla richiesta di rinvio a giudizio del pm; quando l' appello non si chiude entro i previsti successivi due anni; quando altrettanto non avviene in Cassazione. L'imputato, se vuole, può anche rifiutare di avvalersi dell'estinzione del processo.
CHI DENTRO, CHI FUORI. Dal processo breve sono esclusi chi ha già subito una condanna e chi è stato dichiarato «delinquente o contravventore abituale o professionale». Le nuove norme, inoltre, non si applicano ai reati di terrorismo, mafia o di grave allarme sociale (rapine, omicidi, estorsioni, etc). Nell'elenco delle esclusioni anche i delitti di incendio, pedopornografia, sequestro di persona, atti persecutori, furto (quando ricorrano le circostanze aggravanti), furto in appartamento o scippo, delitti commessi violando le norme sulla prevenzione degli infortuni, igiene sul lavoro, circolazione stradale, traffico illecito di rifiuti, e il reato di immigrazione clandestina.
IN VIGORE DA SUBITO. È la norma transitoria che consentirà di applicare le nuove norme ai processi penali in corso, ad eccezione di quelli che sono pendenti in Corte di Appello o in Cassazione.
GLI INDENNIZZI. Cambia la legge Pinto, la norma del 2001 sull'equo indennizzo per ingiusto processo. D'ora innanzi non saranno considerati irragionevoli i processi che «non eccedono la durata di due anni per il primo grado, due anni per l'appello, e di ulteriori due anni per il giudizio di legittimità, nonchè un altro anno in ogni caso di giudizio di rinvio». Per chiedere l'indennizzo, però, la "vittima" dei processi lumaca deve presentare, entro sei mesi dalla scadenza dei termini di non ragionevole durata, un'istanza di accelerazione del processo. In caso di processi in corso all'entrata in vigore della legge, l'istanza dovrà essere presentata entro 60 giorni.

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