Assemblea provinciale infuocata La maggioranza abbandona l'aula L'opposizione: centrodestra diviso
PESCARA. La tregua tra Masci e Teodoro sulle opere pubbliche, raggiunta a fatica lunedì scorso in Comune, sembra già finita. Il leader di Pescara futura si è accorto che nel Piano triennale, approvato dalla giunta, figura il nome del dirigente Antonio Biase come responsabile dei procedimenti di gran parte degli interventi programmati. Biase è il braccio destro di Gianni Teodoro.
Quel nome avrebbe fatto infuriare Carlo Masci e ieri pomeriggio - dopo la riunione di maggioranza, convocata per organizzare una strategia comune per il consiglio sulla filovia di lunedì - ha riunito assessori e consiglieri della sua lista per esaminare la situazione politica.
Acque agitate anche alla Provincia, dove ieri la maggioranza di centrodestra ha fatto mancare il numero legale in consiglio, durante l'elezione dei nuovi revisori dei conti. La spartizione delle poltrone all'interno della coalizione non avrebbe soddisfatto alcune forze politiche.
MASCI CONVOCA I SUOI Per il leader di Pescara futura, che è anche assessore regionale, i conti non tornano. La sua lista civica, che ha incassato oltre il 13 per cento dei voti alle scorse elezioni, è costretta ad avere un ruolo di secondo piano nella gestione delle opere pubbliche, rispetto alla Lista Teodoro, che ne ha ottenuti meno della metà del movimento di Masci. Il nome di Antonio Biase, indicato come responsabile di molti procedimenti nel Piano triennale, sembra per lui uno smacco. E poi c'è quel tunnel sotto il fiume Pescara, per collegare le due riviere, che Masci aveva chiesto di togliere dal documento e che invece Teodoro, minacciando di riconsegnare deleghe e incarichi, è riuscito a mantenere. Di questo avrebbe parlato ieri con i suoi. Il leader di Pescara sembra intenzionato a puntare i piedi e a chiedere al sindaco Luigi Albore Mascia un riequilibrio negli incarichi dirigenziali nell'ambito dei lavori pubblici e, forse, qualche delega in più.
SCONTRO SUI REVISORI Non mancano i problemi nemmeno in Provincia, dove ieri si è assistito a una ritirata della maggioranza durante il consiglio. Secondo indiscrezioni, ci sarebbe un braccio di ferro nel centrodestra per spartirsi le poltrone dei tre revisori dei conti. Una dovrebbe spettare a Pescara futura e due al Pdl, sulle base dei risultati ottenuti alle elezioni. Ma si sarebbe fatto avanti Teodoro, per ottenere anche lui un posto.
L'accordo non è stato trovato e ieri l'elezione è saltata. I capigruppo del Pd, Idv e Rifondazione, Antonello Linari, Antonella Allegrino e Sandro Di Minco, hanno espresso sconcerto per quanto accaduto. «Ciò è sintomatico della frantumazione della maggioranza», hanno detto, «ed è singolare che questo accada proprio sulle nomine, considerando che il presidente della Provincia Guerino Testa ha più volte sostenuto che ogni scelta dovesse essere basata sui criteri di merito e di competenza». L'Idv ha anche contestato la decisione del presidente del consiglio Giorgio De Luca di riprendere la seduta dell'assemblea, in seconda convocazione, mercoledì prossimo, alle 18. «Va convocata una seduta nuova, informeremo il prefetto per la conduzione illegittima del consiglio», hanno minacciato. Pronta la replica di De Luca: «La procedura è regolare». Il presidente ha anche smentito le voci di contrasti sulle nomine dei revisori. «Abbiamo rimandato la scelta dei revisori per una questione tecnica», ha concluso, «un problema nato dall'unificazione degli Albi dei dottori commercialisti e dei ragionieri».