PESCARA - Per il momento non ci sarà nessun ricorso contro i sequestri dei beni che il giudice ha disposto nei confronti di due dei principali protagonisti dello scandalo sanità: l'imprenditore della sanità privata Vincenzo Angelini, e il parlamentare del Pdl, Sabatino Aracu, che figurano fra i promotori dell'associazione per delinquere finalizzata alle truffe che hanno messo in ginocchio le casse della Regione Abruzzo.
Contrariamente a quanto era stato ventilato subito dopo l'esecuzione dei provvedimenti del gip, che ha posto sotto sequestro la clinica Villa Pini e diverse proprietà del re delle cliniche private, e un appartamento prestigioso all'ex coordinatore regionale di Forza Italia, non ci sarà questo passaggio tecnico, ma le difese si riservano di dar battaglia davanti al gup,e dunque alla prima udienza preliminare.
Intanto arrivano le prese di distanza dei personaggi che vengono citati da Angelini nei vari interrogatori resi al pool di magistrati che ha indagato su Sanitopoli. Il primo è l'ex vice presidente della Giunta regionale guidata da Ottaviano Del Turco, Enrico Paolini, che chiarisce le sue frequentazioni estive in Sardegna che erano state richiamate da Angelini nelle sue confessioni: «Se Angelini parla del 2004 ha sicuramente sbagliato -esordisce Paolini, che con le sue dichiarazioni contribuì, come noto, a far luce sullo scandalo della sanità in Regione- : è vero che sono stato più volte in Sardegna, ma nel 2006. Ed è in quello stesso anno che ho incontrato un paio di volte Aracu con la moglie e conosciuto Giuseppe Spadaccini e sono stato sulla sua barca, ma mai con Angelini: all'epoca cui fa riferimento Angelini non conoscevo nessuno dei due. Angelini l'ho incontrato una sola volta nello studio di Ottaviano Del Turco verso la fine del 2006, ma fu più che altro una imboscata. Non sapevo che ci fosse anche lui e infatti me ne andai. Una cosa è certa, non ho mai preso nessun aperitivo con Angelini», e questo lo aveva detto lo stesso Angelini nell'interrogatorio, ricordando di essere stato invitato sulla barca di Spadaccini dove avrebbe incontrato fra gli altri Masciarelli, Aracu e Paolini, ma poi decise di non andare.Da questo stesso aperitivo non preso prende le distanza anche Spadaccini, titolare dell'Air Columbia dove oggi Paolini è amministratore delegato e si occupa della formazione dei piloti e degli assistenti di volo, che dice: «Non mi sono mai interessato di sanità né in Abruzzo né altrove e non ho mai rivolto inviti ad Angelini né direttamente né tramite l'onorevole Aracu», ma anche questo nessuno lo ha mai scritto.
Insomma, anche ad inchiesta chiusa (ricordiamo che la Procura di Pescara ha spedito gli avvisi di conclusione delle indagini) continuano le prese di posizione peraltro su dichiarazioni ormai pubbliche, rilasciate, nel caso specifico da Angelini, che figurano nelle carte processuali e che noi de Il Messaggero abbiamo riportato integralmente e fedelmente.