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Pescara, 26/06/2026
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Data: 14/11/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
D'Amico e Ruffini: «Apprezzamento per Toto». E Pagano rompe il silenzio: «Aspettiamo il Tar»

PESCARA - Non basta mettere la sordina, rifiutare le risposte, evitare i microfoni e i giornalisti, fare spallucce di fronte agli atti di pignoramento, alle proteste, alle denunce ai ricorsi al Tar e ai sospetti di illegittimità. Non basta se alla fine anche dal Pdl si alza una voce che denuncia la disinvoltura con cui il consiglio regionale ha insediato sulla poltrona del difensore civico Giuliano Grossi, avvocato pescarese pluri-pignorato e fedelissimo del senatore Andrea Pastore, con una interrogazione ai ministri Tremonti e Fitto per denunciare il «vulnus grave all'immagine, alla credibilità e al decoro delle istituzioni». L'iniziativa del giovane parlamentare Pdl Daniele Toto è un pugno allo stomaco per la maggioranza di centrodestra che guida la Regione e in serata costringe il presidente del consiglio regionale Nazario Pagano che persino nel giorno dell'insediamento di Grossi si era rifiutato di rispondere alle domande dei giornalisti, a dettare alle agenzie due righe di spiegazioni.
Giornataccia per il Pdl. Si apre con la notizia dell'interrogazione di Toto, alla quale si attaccano anche due consiglieri di opposizione, Giovanni D'Amico e Claudio Ruffini del Pd. Si sfila il capogruppo Camillo D'Alessandro che pure in prima battuta aveva firmato la richiesta di revoca dell'incarico di Grossi. Dicono i due consiglieri: «Esprimiamo il nostro apprezzamento per l'iniziativa dell'onorevole Toto. La sua iniziativa conferma la giustezza della nostra richiesta di revoca per motivi di trasparenza nelle procedure e di verifica dei requisiti di compatibilità dell'avvocato Grossi nello svolgimento delle funzioni di difensore civico. Il presidente Pagano e la conferenza dei Capigruppo, a nostro avviso, rifiutando l'iscrizione all'ordine del giorno del consiglio regionale del 17 novembre, hanno commesso un grave errore nell'escludere la necessità di riavviare ex novo le procedure di nomina, a partire dalla verifica dei requisiti sostanziali dei candidati». Per D'Amico e Ruffini è auspicabile che l'iniziativa di Toto «attivi una riflessione nel pdl e negli altri gruppi consiliari e consenta, nella seduta di martedì, di individuare procedure di garanzia che, nel riesame degli atti, possano consentire al Consiglio di operare la scelta più giusta per i cittadini abruzzese, direttamente interessati alla funzione del difensore civico».
Sceglie l'attesa invece Pagano, per capire come si pronuncerà il Tar sul ricorso presentato dal difensore civico uscente Nicola Sisti. «La procedura seguita è legittima e non spetta certo al presidente, quale garante dell'assemblea, assumere nessuna iniziativa di autotutela o di revoca di qualsiasi decisione. La lina tracciata per questa vicenda, sempre ispirata a criteri tecnico-giuridici espressi dalla competente struttura è stata ampiamente confortata dalle decisioni assunte dalla Conferenza dei capigruppo nella giornata di ieri, che ha stabilito di non dover assumere nessuna decisione al riguardo in presenza di un ricorso pendente. Solo allora il problema sarà affrontato e saranno assunte le determinazioni del caso». Meglio aspettare quindi, e lavarsene le mani.

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