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Pescara, 26/06/2026
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14/11/2009
Il Centro
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Il Pil torna a crescere nel terzo trimestre: +0,6%. Cala il gettito fiscale (-3,5%) mentre il debito pubblico balza a 1.786 miliardi di euro, record assoluto |
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MILANO. Una notizia bella e due brutte. La bella notizia è che il Pil, il prodotto interno lordo, cioè l'intera ricchezza generata dall'Italia, è tornato a crescere nel terzo trimestre dell'anno (luglio-agosto-settembre). Le due brutte notizie sono il calo del gettito fiscale e un terribile aumento del debito pubblico, arrivato a 1.786 miliardi di euro, una cifra mai raggiunta. Il Pil. Da 5 trimestri, cioè 15 mesi, il prodotto interno lordo era in calo. Adesso risale, lentamente, la china. La crescita stimata dall'Istat è dello 0,6% rispetto al trimestre precedente. Vuol dire che la "macchina" si rimette in moto, che piano piano si riparte. Ma se confrontiamo il dato con lo stesso periodo del 2008, vediamo che il Pil è in calo del 4,6% e questo fa capire come pesante sia stata la recessione. «Il recupero dell'Italia si sta realizzando», esulta il ministro Scajola. «Vuol dire che ripartiremo con un'accelerazione nel 2010», ribatte il suo collega Brunetta. Prudente il Pd: «E' un dato ancora provvisorio». E intanto la Confcommercio sollecita misure più incisive. «Non siamo ancora in una fase espansiva - dicono - e il percorso per uscire dalla crisi non sarà breve. Per questo chiediamo misure più incisive per rendere più robusto questo percorso». «Bisognerebbe dare le tredicesime anche a chi ha perso il lavoro e detassare quelle che stanno per essere consegnate ai lavoratori - dice la Confesercenti - così potrebbero aumentare i consumi. Invece rischiamo un brutto Natale che potrebbe avere ripercussioni sul piano dell'occupazione già nei primi mesi del 2010». Entrate in calo. Il gettito fiscale è in calo del 3,5% nei primi nove mesi rispetto allo stesso periodo del 2008. Pesa come un macigno il dato di settembre: -2,4 miliardi. Il debito pubblico. Si potrebbero scrivere decine di pagine. Invece basta un numero: 1.786 miliardi di euro. Rispetto al settembre 2008 è salito di 138 miliardi, pari all'8,42%. Ed è salito di 123 miliardi (pari al 7,44%) rispetto all'inizio di quest'anno. Scajola continua a mostrare ottimismo: «Va meglio che in altri Paesi europei» ma il Pd mette in guardia: «Le minori entrate fiscali e il peggioramento dei conti pubblici indeboliscono il quadro complessivo», dice Pierpaolo Baretta, capogruppo in commissione Bilancio. I sindacati chiedono al governo un'inversione di rotta. C'è scetticismo anche sui mercati finanziari. Paolo Barrai, analista ed esperto conoscitore dei "conti" italiani, avverte: «Il Paese non può crescere se è soffocato da questo debito. Anche la Borsa è un po' salita in questi mesi, ma l'indice è tornato di fatto ai livelli di 10 anni fa. Tanti dicono che anche il Giappone ha un grosso debito. E io rispondo che, in effetti, anche il Giappone è in crisi, se è vero che il loro indice di Borsa, il Nikkei, è attorno a 10 mila quando 10 anni fa era a 40 mila. E poi c'è il problema dei tassi. Se dovessero risalire potrenmmo amdare in difficoltà, allora davvero i nodi verrebbero al pettine».
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