Dai 60 euro del precario con Iva, ai 704 del professionista
ROMA. Uno sconto che può variare dai 60 euro del precario con partita Iva ai 704 di un ingegnere di reddito medio, per scendere ai 160 euro di un geometra alle prime armi, salire ai 460 euro di una disoccupata con assegno di separazione, lievitare ai 2.310 euro di un quadro aziendale che percepisce anche affitti di 20.000 euro, e volare ai 3.854 euro dell'imprenditore con 60.000 euro di reddito. La tuta blu non avrà benefici, ma nemmeno un dentista con 100.000 euro di compensi e 40.000 euro di costi: per loro risparmi zero. E' un puzzle difficile da comporre quello dei benefici che, in termini di maggiore liquidità, riceveranno tutti i contribuenti che a novembre dovevano versare 20 punti percentuali in meno di acconto Irpef. A questo va aggiunta l'avvertenza che si tratta di un beneficio temporaneo che a giugno prossimo si trasformerà in un aggravio: si dovrà pagare un «saldo» finale più alto. Nessun impatto, invece, ci sarà per il popolo dei lavoratori dipendenti senza altro reddito (ad esempio per una seconda casa): non dovendo pagare acconti non avranno alcun beneficio. Per chi doveva versare cash l'acconto a fine novembre l'effetto sarà immediato. I contribuenti che hanno compilato il modello 730, invece, potrebbero poter attendere il momento del «conguaglio», cioè della tredicesima, per avere la maggiore liquidità garantita dal calo di 20 punti dell'acconto dovuto. Ecco quindi, con l'ausilio dei calcoli effettuati in modo neutro (senza «personalizzare» con un tipo di lavoratore i conti) dall'ufficio studi del Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti, alcuni casi ai quali è stata imposta una'divisa' lavorativa. Con un avvertimento: gli sconti arriveranno solo a chi i redditi li dichiara e quindi le tasse le paga. Per un insegnante elementare appena assunta - con 20.000 euro di stipendio annuo e un ulteriore reddito di 10.000 euro dovuto a lezioni private - il beneficio sarà di 584 euro. Doveva una seconda rata d'acconto di 1.734,48 euro, ne pagherà una da 1.150,48.
E' di 2.310 euro lo sconto che avrà un dipendente con un reddito da lavoro di 40.000 euro lordi ai quali aggiunge ulteriori 20.000 euro di guadagni (netti) per l'affitto di una casa. Doveva pagare un secondo acconto di 6.860 euro, ne pagherà 4.550.
Un ex coniuge che percepisce un assegno di separazione di 10.000 euro avrà in tasca 460 euro in più per le spese di Natale. Verserà 906 euro, invece di 1.366.
Un giovane precario che lavora con partita Iva, guadagnando 10.000 euro lordi, sarà tassato come un lavoratore autonomo (che ha già una ritenuta alla fonte del 20%). Il risparmio sarà ridotto: 60 euro.
Un piccolo imprenditore artigiano, come il calzolaio, che guadagna 10.000 euro, avrà un risparmio di 460 euro. Avrebbe dovuto pagare 1.366 euro, ne verserà 906.