Il provvedimento governativo relativo alla riduzione dell'acconto Irpef, non è altro che fumo negli occhi. E' uno slogan pubblicitario per scemi. «Il popolo delle partite Iva beneficerà di questa agevolazione, e rilancerà i consumi». Balle. Anziché versare un acconto del 99%, dovremo versarlo del 79% e saldare questa esigua differenza a giugno. Ma che cosa pensano di farci credere? Lo Stato mi offre una pizza in novembre ed io la dovrò pagare in giugno. Questa nobile operazione, secondo i luminari della nostra politica economica, dovrebbe essere accolta come un atto di ingegneria finanziaria. Ma se vogliamo aiutare le piccole imprese (che stanno ancora arrancando per sopravvivere) dobbiamo intervenire in altre maniere: i primi tre giorni di malattia dei dipendenti sono a totale carico del datore di lavoro, dateci una mano qui. I dipendenti percepiscono stipendi da fame: intervenite sul cuneo fiscale.
L'Irap la dobbiamo versare anche in mancanza di utile, anche in caso di perdita. Aboliamo questa schifezza. Ci avevate promesso di farci pagare l'Iva dopo l'incasso era una bufala anche questa, e dobbiamo ancora anticipare l'Iva spesso per mesi prima dell'incasso delle fatture. Avete inventato la social card a che cosa è servita se non ad umiliare una manciata di poveri anziani?
Non ci siamo. Insisto nel denunciare una politica molle e smidollata verso la spina dorsale vera dell'economia nazionale, cioè le piccole e medie imprese. Siamo stati abbandonati. Gli incentivi alle auto e alle banche, ecco a cosa ha pensato il nostro governo. Entrambe le categorie stanno macinando miliardi di utili, loro sì. Ma rileggiamo la lista delle accise sulla benzina, che vergogna! Rivediamo la situazione pensionistica dei parlamentari, che vergogna. Eliminiamo le migliaia di inutili auto blu, scoviamo gli evasori fiscali che tutti conoscono in ogni città.