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Data: 15/11/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Cattedrale e bus, troppe barriere a Chieti. Servizi e disabilità. Prima mappa prodotta dall'organismo consiliare presieduto da Paola Leccese

Concorso a scuola: premiata l'autrice del logo «Chieti, città accessibile»

CHIETI. I luoghi vietati ai disabili sono tanti in città. Si va dai siti storici, come le terme romane e i tempietti, ai mezzi di trasporto, autobus e filobus. Dai servizi a portata di quartiere, come la farmacia comunale di Filippone, alle stanze della cultura, museo Barbella, e della giustizia, il tribunale. Fin qui si parla di inaccessibilità superabile, dove basterebbe eliminare le barriere esistenti. Poi c'è quella insormontabile, che mette a nudo una grande vulnerabilità in tema di servizi al cittadino. L'esempio clamoroso è nel cuore del centro storico, la cattedrale di San Giustino. «Qui finalmente l'ascensore per noi c'è, peccato che è sempre chiuso». Paola Leccese, vita in carrozzella, da un anno presiede la commissione consiliare comunale per l'accessibilità. Una realtà politica trasversale, voluta dall'ammnistrazione Ricci, per mettere i sigilli agli ostacoli dell'handicap. Ieri, ha premiato la giovane vincitrice del concorso aperto alle scuole teatine per disegnare il logo di «Chieti, città accessibile». E' l'obiettivo a cui la commissione sta lavorando, portando avanti uno studio sulle barriere. Ancora troppe, a cominciare dai luoghi di culto. «In città sono solo tre le chiese accessibili ai disabili», dice Leccese: Mater Domini, San Pio X e Trinità. Abbiamo trovato soluzioni in alcuni casi, come per il progetto sulla farmacia a Filippone, già depositato ai lavori pubblici». Basterebbe poco. «Per esempio, tenere sempre in ordine le pedane agli ingressi con le scalinate», osserva Lecese, «un tabacchino sul corso, di fronte a piazza Vico, c'è l'ha. Al Marrucino, invece, la devi chiedere. E' così difficile comprendere che il disabile non vuole sempre implorare la cortesia di vivere?».

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