Il popolo della strada parco ha urlato ieri tutta la sua rabbia contro la realizzazione della filovia, in mattinata alla manifestazione indetta dall'opposizione, nel pomeriggio con un nuovo sit-in davanti alle Naiadi, dove inizia il tratto transennato per il via dei lavori. Il documento firmato dai capigruppo di Pd, Città Ponte, Italia dei valori, Sinistra e libertà, Rifondazione comunista e persino da Adele Caroli di Movimento per le autonomie è considerato troppo morbido dai cittadini, e gliel'hanno detto in faccia: «Serve ben altro per costringere l'Amministrazione a fare marcia indietro». Anche se poi vi sono distinguo all'interno della stessa opposizione: a un Pd che non è contrario in assoluto, fa eco Rifondazione che, attraverso Maurizio Acerbo, ribadisce il "no" totale al progetto, bollato come «inutile perché non risolve il problema della mobilità e dannoso perché è impattante con tutti quei pali e l'elettrificazione». Intanto quelli dell'associazione presieduta da Mario Sorgentone e di altri comitati spontanei, hanno la ricetta pronta: «Diamo appuntamento a tutti i pescaresi a giovedì 23 settembre nella sala consiliare del Comune: contiamo su una presenza massiccia all'assemblea». Ci vuole ben altro per loro, dove ben altro significa «far capire al sindaco Mascia che non può non rispondere a una legittima e democratica iniziativa statutaria promossa dai cittadini, con la raccolta di 1500 firme depositate davanti al notaio contro la realizzazione della filovia». Il clima che si respirava ieri era molto caldo, solo un anticipo di quello che vivremo giovedì prossimo. Dal Municipio, il vice sindaco Berardino Fiorilli taglia corto e ricorda: «L'Amministrazione di centrosinistra ha avuto sei anni di tempo per bloccare la filovia, per deliberare la sospensione dell'appalto, per decidere sul futuro dell'ex tracciato ferroviario. Ma non l'ha fatto: ha preferito perdere tempo, temporeggiare, incapace di assumere una decisione, spaccato com'era tra quella parte del Pd che voleva l'opera, tra cui l'autorevole senatore Glauco Torlontano, e quelli che, non si sa bene per quale ragione, hanno continuato a contrastare quell'opera. Il centrodestra, in modo coerente, ha deciso di portare avanti quel progetto iniziato nel 1992 e ha consegnato le aree alla Gtm, stazione appaltante, per consentire l'inizio di quei lavori che, entro due anni, doteranno Pescara di un'infrastruttura strategica. Poche storie: se il centrosinistra vuole promuovere oggi un referendum popolare sull'opera, conosce benissimo le procedure da intraprendere».