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Pescara, 23/06/2026
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Data: 19/09/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Centrodestra al contrattacco. Il Pdl al rimpasto coi piedi di piombo. Due i cambi in corsa nella Giunta regionale: sostituzione della Stati e siluramento del finiano Castiglione. L'Udc scalpita per un posto

PESCARA Camera con vista sul rimpasto: all'Hotel S di San Giovanni Teatino è andata in scena un'altra prova generale delle grandi manovre del Pdl che precederanno il rimescolamento delle carte nella Giunta regionale. A fare notizia non erano tanto le assenze di Gianni Chiodi (a casa per un leggero malessere), e di Mauro Febbo (in versione cinese all'Expò di Shanghai), quanto quelle di Alfredo Castiglione, vice presidente di Giunta, benché impegnato alla Fiera del Levante di Bari, e di Emilio Nasuti, presidente della Commissione Bilancio, i due finiani della prima ora, nel mirino dei "falchi" del partito. Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano, coordinatore e vice, si sono affrettati a definirlo "rimpastino", riferendosi alla sostituzione di Daniela Stati e c'è da silurare Castiglione, che in molti vorrebbero far fuori subito senza aspettare le direttive romane. Anche se poi prevarrà la linea della prudenza, come hanno confessato gli stessi Piccone e Di Stefano. «Vogliamo vedere - ha sottolineato quest'ultimo - cosa faranno i finiani, quale sarà la loro lealtà nei confronti della Giunta e del programma». Una prudenza obbligata anche perché prendere decisioni in Abruzzo prima che il quadro politico sia definito a livello nazionale potrebbe essere un autogol e potrebbe dare anche l'immagine di un partito davvero disgregato. Il senso del vertice di ieri, invece, andava proprio nel senso opposto e l'hanno ribadito tutti: «C'è un progetto della sinistra - ha attaccato Piccone - per deligittimare la nostra azione e bloccare le riforme che stiamo attuando e quelle che attueremo. A questo progetto della sinistra dobbiamo rispondere dando impulso al programma con il quale siamo stati eletti». Concetto che Di Stefano ha approfondito parlando di «sfida da vincere sulla riorganizzazione della sanità, sul riordino dei consorzi industriali e sulle politiche del lavoro». Poi Piccone ha chiosato, ricordando più ai suoi che ai detrattori della sinistra quali sfide attendono il centrodestra: «Non facciamoci trascinare nel pantano delle polemiche sterili, qui fra un anno e mezzo esploderà il problema dei rifiuti, l'Abruzzo sarà peggio di Napoli con le discariche ormai off-limits e noi che facciamo, ci mettiamo a correre dietro alle voci e ai rumors anzichè accelerare l'azione di governo?». Voci e rumors che hanno turbato non poco tutto il Pdl e che Di Stefano bolla così: «Non ci mettiamo a correre dietro le falsità, non siamo qui per questo, ma per tener fede al programma, altrimenti chi ci ha votato non capirebbe più la nostra azione politica e amministrativa». A Daniela Stati, lo stesso Di Stefano pur offrendo «solidarietà umana», ha chiuso la porta: «La sua scelta (via dal Pdl, ndr) non la capiamo e non l'accettiamo». E Giandonato Morra ha aggiunto un tassello alla lettura della situazione che si è venuta a creare: «Se queste manovre avevano lo scopo di spaccarci, il risultato è stato esattamente l'opposto e oggi siamo più compatti di prima». Certo, poi si è parlato di sanità, industria, lavoro, ricostruzione dell'Aquila, ma sullo sfondo rimane un quadro politico da ridisegnare: la possibile uscita dei finiani prelude all'ingresso dell'Udc in Giunta. Non è un mistero che i centristi scalpitano per entrare a prescindere dalla diaspora nel Pdl, figuriamoci ora che la resa dei conti con i finiani si avvicina. E allora ai due cambi in corsa previsti (sostituzione della Stati e siluramento di Castiglione) potrebbe aggiungersene un terzo per fare posto all'Unione di centro. Si fa presto a fare i conti, per cui il sacrificio verrebbe chiesto all'unico assessore esterno ossia Federica Carpineta, sacrificio doloroso, ma meno oneroso sul piano politico per gli equilibri futuri della Giunta. Quello di ieri era il primo di una serie di incontri che avranno come culmine una manifestazione programmatica da tenere a novembre quando i rapporti di forza dentro il Pdl saranno definiti a livello nazionale e il coordinamento regionale potrà regolarsi di conseguenza.

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