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Pescara, 23/06/2026
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Data: 19/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
In Italia più licenziati che nuovi assunti. La Cgia di Mestre: oltre 2 milioni di disoccupati. Confcommercio: subito patto anticrisi

VENEZIA. Bisognerà cercarli con attenzione i «timidi segnali di ripresa» di cui si parla. Perché, almeno in Italia, le cose vanno decisamente male. La Cgia di Mestre conferma che nel 2010 ci sono stati più licenziati che nuovi assunti con un saldo negativo di 178.390 unità.
A poca distanza da Mestre - nel rinascimentale palazzo Ca' Corner sul Canal Grande di Venezia - alla due giorni dei giovani di Confcommercio si respira ben poca euforia in attesa dell'ennesimo autunno gramo, così lontano dal miracolo italiano promesso dal governo solo due anni fa. Intendiamoci, nessuno dei giovani imprenditori era in gramaglie, ma Carluccio Sangalli, prudente leader dei commercianti dalle amicizie bipartisan, ha riversato sulle loro teste una gragnuola di dati da mettere la sordina al tam tam dell'ottimismo. Anzitutto che economia e consumi saranno «sostanzialmente in linea con quanto si è fin qui registrato». E cioè poco, con numeri che confermano anche il 2011 in piena transizione dalla recessione. D'altra parte Sangalli non si fa illusioni: il 2010 si chiuderà con percentuali di crescita irrisorie e troppi posti di lavoro cancellati. I commercianti propongono per questo motivo un «serrare le fila» a governo, parlamento e forze sociali, una tradizionale ricetta anticrisi che si basa su un nuovo patto per la crescita: con l'obiettivo della modernizzazione dell'economia e della società italiana sollecitando, tra l'altro, «maggiore coesione sociale e territoriale».
L'Italia sognata dalle imprese deve essere liberata dalla conflittualità perché in caso contrario «non si va da nessuna parte» mentre guarda alla nuova architettura contrattuale del 2009 (l'accordo senza la Cgil). In cambio servono la riduzione del prelievo fiscale, lo statuto dei lavori caro al ministro Sacconi, regole per consentire maggiore produttività. E anche le banche devono essere «più lungimiranti» per accompagnare lo start-up delle giovani imprese. In questo contesto la Confcommercio spezza una lancia verso la ripresa del confronto, troppo caratterizzato ora «dal bipolarismo muscolare». L'importante è che la spesa pubblica sia «più produttiva» coniugando la stabilità finanziaria con la maggiore crescita. Necessaria anche per incrociare lotta all'evasione e riduzione del carico fiscale.
Il 2010 è stato l'anno della crisi occupazionale: i licenziati supereranno di quasi 200 mila unità il numero degli assunti. Sono i dati della Cgia di Mestre che ha messo a confronto il tasso di disoccupazione delle province con le previsioni occupazionali fatte dagli imprenditori italiani nell'indagine conoscitiva elaborata da Excelsior-Unioncamere. «A fronte di 802.160 nuove assunzioni previste nel 2010 - spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - sono ipotizzati, sempre quest'anno, anche 980.550 licenziamenti. Pertanto, il saldo sar pari a -178.390». Rispetto al 2009, secondo le stime del ministero dell'Economia, il tasso di disoccupazione nazionale dovrebbe aumentare di quasi un punto attestandosi all'8,7%. Se queste cifre saranno confermate, i disoccupati saranno circa 2.200.000 Grave la situazione nelle grandi città del Sud: Napoli, Bari e Catania vedranno aumentare sensibilmente il numero dei senza lavoro. Male anche le roccaforti dell'industria manifatturiera del Nord, come Torino, Brescia, Bergamo e Treviso.

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