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Pescara, 23/06/2026
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Data: 20/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia, nel mirino 1.400 dipendenti. A Fiumicino cassa integrazione in vista. Tagli a Bari, Cagliari, Venezia. Polverini: «Ora ai lavoratori non si chiedano altri sacrifici»

ROMA - Dimezzare le perdite operative nel 2010 a circa 135-140 milioni. Per raggiungere il break even (pareggio) operativo nel 2011. Rocco Sabelli ha ribadito qualche giorno fa la tabella di marcia di Alitalia che oltre tutto il 10 settembre scorso ha fatto il pienone di presenze da quando ha ripreso il volo (84.500 passeggeri). Ma per centrare gli obiettivi bisognerà agire anche sui costi del personale attualmente oltre 14 mila unità, quindi più di 1.400 dipendenti rispetto al piano Fenice (12.600). Per questo il top manager di Cai e il capo del personale Giovanni Di Stefano (ex Eni) stanno mettendo a punto un piano di efficientamento. Da qualche giorno sarebbero in corso sondaggi presso i dipendenti di terra della compagnia a Fiumicino: lo scopo sarebbe di raccogliere adesioni per attivare una cassa integrazione (Cig) volontaria a partire da ottobre. Finora i sì sarebbero pochissimi e il ricorso a questo ammortizzatore sociale potrebbe rappresentare una strada verso l'uscita nella quale avviare anche piloti e assistenti di volo che Di Stefano potrebbe contattare a breve. Sabelli comunque sta pensando a tagli di personale soprattutto attraverso la esternalizzazione di attività di terra (bagagli e check-in). Quanti? Ieri il Corriere ha parlato di 2 mila esuberi con tagli nei piccoli aeroporti. «Alitalia fa sapere che non conferma i contenuti dell'articolo» è stata l'unica replica ufficiale. Che però non è servita a placare le prime reazioni politiche: oltre a Renata Polverini, per il capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta «se fossero confermate le indiscrezioni sarebbero fondate le nostre preoccupazioni su una privatizzazione gestita malissimo dal Governo». Dello stesso tenore la posizione del responsabile Infrastrutture del Pd, Matteo Mauri. Sabelli non parla in linea con la vocazione alla riservatezza del manager che ha rimesso in orbita il vettore ma forse di fronte a queste indiscrezioni ufficialmente non confermate, sarebbe opportuno che il principale pilota facesse sapere la verità. Tanto più che autorevoli fonti dell'azionariato riferiscono che a fine luglio nel consiglio che ha approvato la semestrale e il piano strategico, il ricorso alla riduzione del personale sarebbe stato spiegato in modo molto generico. Qualche azionista parlando con gli uomini di Sabelli ha appreso, però, che nel 2011 si vorrebbero dare in outsourcing, cioè all'esterno, tutte le attività di terra di alcuni aeroporti minori: in particolare Bari, Cagliari e Venezia per un totale di circa 1.400 dipendenti. Questo risultato potrebbe essere raggiunto cedendo a terzi queste attività (bagagli e check-in), come è già stato fatto a Palermo e Catania. I numeri però non tornano perché nei tre scali sono molto meno i dipendenti di terra. Giovedì scorso a un convegno Sabelli ha detto che «siamo sopra ai livelli occupazionali e bisogna focalizzarsi sulle attività core». Quindi un'uscita, morbida, col paracadute della Cig, potrebbe riguardare anche Fiumicino e il personale di volo.

Polverini: «Ora ai lavoratori non si chiedano altri sacrifici»

ROMA - «Ai lavoratori non si possono chiedere nuovi sacrifici. Non esiste». Ieri Renata Polverini (nella foto) spiegava ai suoi collaboratori, ricordando quando era ancora leader dell'Ugl: «Io il piano Fenice lo conosco bene, sono fra coloro che lo conoscono meglio. E sono molto preoccupata». La presidente della Regione Lazio si è subito mobilitata di fronte allo spettro di nuovi esuberi ad Alitalia e a Fiumicino. Ha fatto capire: sono pronta a dare battaglia, anche dura, il Lazio non si può permettere altri tagli all'occupazione. E ha fatto scrivere una nota ufficiale dai toni perentori: «Mi auguro si tratti di una notizia priva di fondamento. I lavoratori di Alitalia rappresentano un bacino occupazionale importante per la nostra regione che va salvaguardato. Proprio di recente la Regione ha concluso un accordo a esuberi zero per la tutela dei lavoratori di Alitalia Manteinance System assicurando fondi destinati al settore aerospaziale e, per la prima volta, misure di welfare a favore dei figli dei lavoratori». La Polverini ha ricordato: «L'operazione di acquisizione da parte di Cai, una vertenza lunga e difficile che mi ha vista personalmente impegnata due anni fa, ci ha consentito di mantenere il brand Alitalia nel nostro Paese, di contenere gli esuberi e anche di porre le basi per un rilancio della compagnia. È questa la strada che ci aspettiamo venga seguita».

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