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Data: 21/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Una rosa di nomi per salvare l'Atac. Perdite triplicate dopo la fusione, debiti alle stelle. Boom di assunzioni, si impenna il costo del lavoro

I CONTI IN ROSSO. Dopo la relazione degli advisor il Campidoglio deciso a intervenire. Indebitamento record, il sindaco sceglie il successore dell'ad Bertucci

La decisione è già presa, verrà ratificata nel giro di qualche giorno, il tempo di scegliere la persona giusta. L'ad di Atac Spa Adalberto Bertucci dovrà farsi da parte. Il sindaco Alemanno ha già una lista di nomi per trovare il successore. E' una scelta diventata inevitabile. Nel 2009 l'azienda romana ha accusato una perdita di esercizio di 91,2 milioni di euro. Un baratro. Ma è la gestione corrente che ha determinato il prossimo cambio di guardia. Quella di Bertucci sarà la prima testa a cadere. Ex consulente del lavoro, commercialista ed ex consigliere di An, l'ad paga la pesante situazione ereditata da Trambus, Metro Spa e dall'ex Agenzia della Mobilità (Atac). Più di tutto pesa, però, la gestione disinvolta degli ultimi mesi. Con particolare riferimento alle assunzioni destinate a portare i costi del personale a un aumento complessivo di 50 milioni di euro.L'Atac Spa fa parte a tutti gli effetti della Holding Campidoglio. E' una controllata. Il sindaco formalmente non poteva inviare ispettori. Poteva solo, come azionista, chiedere agli advisor una relazione dettagliata sul bilancio. E' quello che ha fatto tre mesi fa. Le verifiche sono iniziate alla fine di giugno quando la previsione di budget fissava le perdite a 131 milioni e vedeva il Margine operativo lordo (Mol), precipitare, nell'ipotesi più negativa, da 97,4 milioni a 20,8 milioni. Che vuol dire crollo. Poche altre aziende come l'Atac si identificano con la città. Per numero di dipendenti (circa 13 mila) è seconda solo al personale del Comune di Roma (26 mila), la fusione ha generato un colosso. Nato male però. Tanto che il 30 aprile scorso gli analisti di Standar & Poor's hanno cambiato la valutazione sulle prospettive da stabili a negative. Una retrocessione considerata "grave" dagli analisti. Che però trova conferma nei dati: nel 2008 le tre società,Trambus, Met.Ro Spa e Atac, ancora "spacchettate", avevano chiuso l'esercizio con utili di 0,4 le prime due e con una perdita di 36,9 milioni di euro la terza. Dopo la fusione, nel giro di 12 mesi, la perdita (91,2 milioni) si è quasi triplicata. Alemanno ha fatto suoi i rilievi dell'advisor. E ora contesta a Bertucci il numero spropositato di assunzioni, ben oltre il turno over. Il processo di accorpamento delle aziende era stato pensato (e votato all'unanimità dal Consiglio comunale) per limitare i costi, ottimizzare le risorse, attivare sinergie. E' la strada indicata dall'advisor Steer Davies Gleave basata sull'efficientamento e sulla lotta all'elusione tariffaria. A quanto pare le attese sono state tradite. Anziché diminuire il numero dei dirigenti è aumentato (da 93 a 111); sono aumentati i quadri intermedi e il personale, senza che venissero soddisfatte le esigenze di organico per le figure più tecniche addette alla produzione. Per far fronte all'indebitamento crescente la società dei trasporti romana dovrà intaccare le sue riserve. Il costo del personale è passato da 576 a 625 milioni, la perdita d'esercizio alla fine dell'anno potrebbe toccare i 150 milioni di euro. Da qui la decisione di cambiare il management. Una scelta che il sindaco aveva già lasciato intravvedere nell'agosto scorso a "Cortina InContra". «Per i vertici Atac - disse, rispondendo ad una domanda specifica - vi assicuro che a settembre ne vedrete delle belle». Detto e fatto. Alemanno ha più volte ribadito di non voler aumentare il costo del ticket, decisone che suonerebbe impopolare. Ma la società di trasporto pubblico più importante d'Italia - che produce oltre 200 milioni di vetture/ km - senza una rapida inversione rischia di fare la fine del Titanic. Roma Capitale ha la sua prima brutta gatta da pelare.

L'ANNUNCIO GIÀ A CORTINA D'AMPEZZO
«Il prossimo settembre ne vedrete delle belle per i vertici dell'Atac»
L'ESERCITO DEI DIPENDENTI
13.000 Per numero di dipendenti L'Atac è seconda solo al personale del Comune di Roma (che ne ha 26
mila): la fusione tra le aziende del trasporto pubblico ha generato un colosso
LA PERDITA D'ESERCIZIO
Nel 2009 l'azienda romana ha accusato una perdita di esercizio di 91,2 milioni di euro. Ma è la gestione
corrente che ha determinato il prossimo cambio della guardia.

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