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Pescara, 23/06/2026
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Data: 21/09/2010
Testata giornalistica: Prima da Noi
Filovia. Transenne divelte, sale la protesta: «ci stenderemo davanti alle ruspe»

PESCARA. Più di duecento persone, sabato pomeriggio, hanno partecipato anche sotto la pioggia alla manifestazione per la difesa della strada parco davanti alle transenne del cantiere appena aperto nei pressi delle piscine Le Naiadi.

Non sono mancati i volti noti della politica locale, ma solo dell'opposizione. Invece all'assemblea cittadina, chiesta dai duemila dell'associazione Strada Parco, che si terrà giovedì pomeriggio (ore 17,30) in Comune sono stati invitati tutti: sindaco, maggioranza e opposizione. Sabato sono state le prove generali di un programma di protesta abbastanza fitto (ma non ancora ufficiale): un presidio con le tende, assemblee costanti e tavoli tecnici («come ci era stato promesso in consiglio comunale dal sindaco», ha ricordato il consigliere d'opposizione, Maurizio Acerbo).

Anche sotto la pioggia con gli ombrelli aperti, nessuno è andato via. Ognuno ha fatto un intervento salendo su un rudimentale palchetto. Tanti i pescaresi presenti ma anche stranieri e cittadini con un forte accento settentrionale. «Ci stiamo organizzando per presidiare il cantiere con le tende», ha dichiarato la signora Antonella De Cecco (creatrice del gruppo su Facebook "Strada Parco for ever"), «molte persone hanno già dato la proprio disponibilità a venire anche con i bambini». Famiglie che diventano amiche con un'occhiata d'intesa perché condividono la stessa battaglia. «Ci stenderemo davanti alle ruspe», ha detto la signora Germana che da 43 anni vive a Milano ma è rimasta folgorata dalla strada parco. «Quando sono arrivata a Pescara e ho visto la strada parco», ha raccontato una signora aquilana, «ho subito pensato "questa è una città civile" perché ha riservato uno spazio alle persone più deboli come i bambini e gli anziani. Noi stiamo lottando tanto per ricostruire quello che è stato distrutto dal terremoto, voi non permettete che distruggano quello che avete». Il presidente dell'associazione Strada parco, l'ex consigliere comunale Mario Sorgentone, ha ricordato la lettera scritta alla Regione per chiedere di destinare i soldi della filovia per la ricostruzione aquilana. Lettera rimasta senza replica.

«Sono brasiliana», ha detto una signora che con una mano reggeva la bici e con l'altra il microfono, «e difenderò questa strada fino alla fine».

Una protesta che tramite Facebook è riuscita a coinvolgere famiglie, anziani, badanti, e ragazzini. Il più piccolo attivista è Francesco Gallo che dal web è passato al volantinaggio per difendere la strada sulla quale affaccia la propria abitazione. «Vado a scuola ai Colli», ha detto il ragazzo, «ma lì il problema non è sentito».

DUBBI, INCONGRUENZE E CONFLITTI DI INTERESSE SUL PROGETTO

Alla base della protesta ancora dubbi non sciolti e domande senza risposte.

Questo pomeriggio il Consiglio comunale di Pescara affronterà nuovamente il nodo spinoso del progetto ormai al via con il cantiere già predisposto. Ma sono molte le forze politiche di centrosinistra che ora si oppongono e rivolgono all'amministrazione Mascia, domande che finora sono state eluse dall'attuale amministrazione di centrodestra.

Domande sull'argomento sono state inviate mesi fa al sindaco Albore Mascia che non ha mai risposto.

Ora alcune parti della popolazione e partiti politici hanno capito che il punto fondamentale della questione è la sicurezza di poter completare l'opera nei suoi cinque lotti. Solo completa l'opera ha ragione di essere e di poter servire alla cittadinanza. Un solo lotto di appena 8 chilometri di filovia susciterebbe l'ilarità di qualunque persona di buon senso. A Pescara invece gli esponenti di centrodestra ne vanno orgogliosi. Spostandosi dal merito della questione, non aiutano di certo gli interessi privati nel mega progetto ed i conflitti di interessi palesi e documentati che seppure emersi non rivestono nel dibattito politico un ruolo preminente.

Il sospetto che ci siano altre ragioni per spendere forzatamente i finanziamenti già ottenuti è lecito, come è lecito il sospetto che il centrodestra abbia sul suo curriculum un pessimo precedente che è quello della metropolitana de L'Aquila costata milioni di euro e mai realizzata. Rifondazione Comunista in una nota ricorda che si è scelto di spendere il 60% delle risorse disponibili per il progetto per installare pali e fili quando nelle tre città del pianeta dove funziona il Phyleas il mezzo ibrido viaggia senza alcun sistema di elettrificazione. «E' incomprensibile che si sia scelto un sistema così impattante, costoso e soprattutto dal tracciato non modificabile», sostiene Rifondazione.

E sono in molti a sollevare un vero problema di democrazia, cioè quella volontà del popolo che sempre più spesso viene disattesa. Per molti cittadini e residenti la decisione di procedere alla recinzione di un primo tratto di "strada-parco" è suonata come una beffa anche perché esiste una delibera di iniziativa popolare che è all'esame del Consiglio Comunale. Lo scorso giugno si è tenuta una seduta affollatissima del Consiglio con all'ordine del giorno la delibera che proponeva un percorso alternativo per la filovia e che l'esame è stato sospeso a seguito dell'impegno di sindaco e maggioranza a promuovere un tavolo tecnico di confronto. Niente tavolo e spuntano le transenne.

Dal canto suo la giunta Mascia, con l'assessore Fiorilli, la butta in politica e accusa il centrosinistra di aver avuto sufficiente tempo per bloccare il progetto. Il risultato è che non arriva una sola risposta nel merito della questione.

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