PESCASSEROLI. La cittadinanza onoraria a Gianni Letta chiesta dalla maggioranza di centrodestra, è stata bocciata prim'ancora di essere discussa. Il sindaco Nunzio Finamore (Udc), dopo essere andato sotto di un voto sul regolamento, ha ritirato il secondo e ultimo punto all'ordine del giorno del consiglio comunale di ieri a Pescasseroli. Finamore ha affrontato l'aula con due consiglieri in meno - Marco Grassi (Pdl) e Guglielmo Gentile - dopo aver fallito l'ultimo tentativo di guadagnare i voti dell'opposizione, cinque minuti prima di aprire la seduta convocata per le 11 e poi cominciata a mezzogiorno.
Il provvedimento che ha diviso il paese, e la stessa maggioranza composta da Udc, Pdl e Mpa, ritorna dunque nel cassetto. Finamore chiede spiegazioni ai due consiglieri della maggioranza la cui assenza ha determinato l'affondo dell'opposizione, che alla fine l'ha spuntata per 6 voti contro 5. «Nessuna crisi» dice Finamore «ma non capisco quale motivo possa aver spinto Grassi e Gentile ad assentarsi. Non capisco cosa sia successo e se siano stati trascinati a ragionare diversamente dall'opposizione, la cui malafede» aggiunge il sindaco «si è manifestata con il voto contrario alla proposta di regolamentare, con uno strumento democratico, a disposizione di tutti, a chi e perché conferire le onorificenze».
La replica del capogruppo Pd, Carmelo Giura, non si è fatta attendere. «In tutta questa vicenda si è palesata la totale incapacità di un'amministrazione che tenta di risorgere mettendo in mezzo illustri personalità con cittadinanze onorarie, frutto di un capriccio di un componente della maggioranza non di un comune sentire della cittadina». Ironizza Silvano Di Pirro (Rifondazione): «Ho annullato la manifestazione di protesta che avevo previsto in piazza per il 25 settembre contro l'onorificenza a Letta».
Ma è nel Pdl che scatta la resa dei conti. Strali contro i consiglieri usciti dalla maggioranza Virgilio Morisi e Pietro Scarponi arrivano da Italo Gallinelli e Gerardo Notarantonio, vicesindaco e assessore all'ambiente.
«L'onorificenza a Letta esula dalle beghe personali ed è saltata anche con il loro voto contrario. Invitiamo i nostri referenti politici a una opportuna riflessione, visto che Morisi e Scarponi si qualificano come rappresentanti del centrodestra», affermano i due.
La risposta, a stretto giro, di Scarponi: «Siamo stati cacciati dalla maggioranza un anno fa. Non siamo le stampelle per soccorrere all'occorrenza il piede zoppo e prenderci i calci dallo stesso piede quando tutto va bene».