Iscriviti OnLine
 

Pescara, 23/06/2026
Visitatore n. 755.283



Data: 23/09/2010
Testata giornalistica: La Repubblica
Inchiesta sui rifiuti in Abruzzo - Rifiuti, arrestato assessore Sanità. Tra gli indagati due senatori Pdl. (L'intervista a Tancredi - TV REPUBBLICA)

Provvedimenti della procura di Pescara nei confronti di Venturoni (Pdl) e dell'imprenditore Di Zio. Avviso di garanzia per i parlamentari Tancredi e Di Stefano, il sindaco di Teramo Brucchi e l'ex assessore Daniela Stati

PESCARA - L'assessore alla Sanità della Regione Abruzzo, Lanfranco Venturoni (Pdl), è stato arrestato questa mattina a Teramo dalla squadra mobile di Pescara guidata da Nicola Zupo. Il provvedimento è stato emesso dalla procura di Pescara a seguito di un'inchiesta sui rifiuti iniziata nel 2008. Con Venturoni, arrestato anche il noto imprenditore Rodolfo Di Zio, proprietario della De.co., azienda del settore rifiuti.

Gli indagati sono in tutto 12. Tra i destinatari di avviso di garanzia ci sono i senatori del Pdl Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano, il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi (ai tre viene contesta la corruzione) e l'ex assessore Daniela Stati che deve rispondere di favoreggiamento. Tra le accuse ipotizzate a vario titolo dalla Procura c'è anche l'istigazione alla corruzione. Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, non è indagato.

Secondo gli inquirenti si tratta di una delle più grosse indagini mai fatte in materia sul territorio nazionale e certamente la più importante condotta dalla Procura di Pescara in merito ai rifiuti. Gli indagati stavano cercando di realizzare un inceneritore in Abruzzo. Gli arresti di oggi sono parte dell'inchiesta madre dalla quale è stato stralciato il provvedimento che nello scorso agosto mise agli arresti domiciliari l'ex assessore all'Ambiente della regione, Daniela Stati 1.

Soldi ai politici. Nelle richieste dei pm di Pescara spuntano anche soldi ai politici. I senatori Pdl Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano (vice coordinatore abruzzese) - secondo i pm - avrebbero chiesto e ottenuto dagli imprenditori Di Zio il versamento di alcune decine di migliaia di euro a favore dei candidati a sindaco, poi eletti il 6 giugno 2009, di Teramo, Maurizio Brucchi, e Pescara, Luigi Albore Mascia. Inoltre, la De.co., proprietaria dei locali della sede regionale del Pdl a Pescara non avrebbe fatto pagare per un certo periodo l'affitto. A ciò si aggiunge che Fabrizio Di Stefano avrebbe chiesto e ricevuto da Rodolfo Di Zio "20 mila euro", con due bonifici distinti "accreditati in Napoli il 29 maggio e il 3 giugno 2009, al candidato al Parlamento europeo Crescenzio Rivellini, che ne girava 5 mila con proprio assegno a Di Stefano". Questo assegno risulta incassato da Di Stefano "in Chieti il 4 giugno 2009, su proprio conto corrente".

Le mazzette per l'inceneritore di Teramo. L'inchiesta ruoterebbe intorno al progetto di un impianto di bioessiccazione di rifiuti Tmb in località Carapollo da realizzare sui terreni della società pubblica di gestione dei rifiuti a Teramo, la Team. Secondo l'accusa, Di Zio - in un periodo che va dal 2006 al 2009 - per realizzare senza gara di appalto il termovalorizzatore, avrebbe elargito denaro, e l'assessore Venturoni avrebbe messo a disposizione la Team per riuscire nel progetto.

L'inchiesta, si apprende a palazzo di giustizia è basata su intercettazioni dalle quali, con acquisizioni mirate, si è arrivati al sequestro di documenti e prove documentali. Venturoni, all'epoca dei fatti presidente della Team, dalla quale si è dimesso nel novembre 2009 - 11 mesi dopo essere stato nominato assessore alla sanità della giunta Chiodi - è accusato di "appropriazione di risorse pubbliche, concretanti peculato, tutte funzionali al congegnato e sistematico piano di svuotamento per successiva acquisizione della De.co., delle utilità patrimoniali appartenenti alla Team, con lo scopo ultimo di far ottenere all'azienda privata, senza il ricorso al metodo dell'appalto pubblico, la costruzione e la gestione di un impianto di bioessiccazione di rifiuti a Teramo".

Nell'inchiesta è citata anche la Ecodeco di Milano, alla quale sia Venturoni che Di Zio avrebbero offerto, in cambio della cessione gratuita della tecnologia per l'impianto teramano, di essere "ammessa a partecipare della realizzazione di un impianto di incenerimento di rifiuti in Abruzzo", con l'affidamento diretto dell'appalto "ad una società a cui avrebbero partecipato tanto i Di Zio quanto la Ecodeco".

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it