PESCARA - Passata la bufera degli arresti, si passa alla seconda fase dell'inchiesta sul business dei rifiuti che sta provocando un terremoto in Regione. Lo stesso giorno in cui l'assessore Lanfranco Venturoni e l'imprenditore Rodolfo Di Zio venivano arrestati, gli uomini della squadra mobile sono andati a Roma per consegnare gli avvisi di garanzia ai due parlamentari indagati, anche loro per corruzione: i senatore del Pdl, Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano. Il loro coinvolgimento nell'inchiesta, secondo la procura, sarebbe piuttosto pesante in quanto con la loro influenza politica avrebbero condizionato fortemente le scelte sul territorio, anche quelle illecite come l'affare del termovalorizzatore che ha messo nei guai l'assessore Venturoni e l'imprenditore Di Zio. Contestualmente all'avviso di garanzia ai due è stata consegnata anche la convocazione per gli interrogatori davanti ai magistrati del pool, fissati per il primo ottobre prossimo a meno di qualche differimento (uno dei due senatori lo avrebbe già chiesto) a causa di concomitanti impegni istituzionali, mentre sono confermati per martedì prossimo gli interrogatori Venturoni e Di Zio davanti al gip.
Ma chi potrebbe fare la differenza, in questa inchiesta, e dare un grosso contributo alle indagini è indubbiamente l'ex assessore Daniela Stati, anche lei indagata anche se solo per favoreggiamento. Dopo la bufera aquilana sulla ricostruzione del dopo terremoto nella quale si trova coinvolta con il padre Ezio, l'esponente del Pdl decise di passare al gruppo misto, mettendosi in evidente contrasto con i suoi colleghi, colpevoli di non aver mosso un dito in sua difesa. «Anche quando si conferma agli ordini superiori - scrive il gip Campli - vive con estremo disagio le decisioni che le vengono imposte». Le intercettazioni che la riguardano sono inequivocabili. Lei non è d'accordo su come stanno agendo i suoi colleghi, Venturoni compreso: «Perchè se questi hanno fatto questa porcata sulla sanità - dice parlando con l'assessore Paolo Gatti -, io la legge sui rifiuti a fargli mangiare i termovalorizzatori in mano non ce la metto eh?». E poi ancora con il presidente Chiodi: «Presidè, io te lo dico francamente e sai che ho tanti lati negativi, ma la sincerità è quella che mi contraddistingue! Se lui pensava di venire a fare gli affari, come più volte ha cercato di provare a fare, anche all'assessorato all'ambiente dove stanno i rifiuti, io devo fare il bene dell'Abruzzo!». Ed ecco perchè la Stati potrebbe diventare un'arma in più in mano agli inquirenti.