Iscriviti OnLine
 

Pescara, 23/06/2026
Visitatore n. 755.283



Data: 25/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Montecarlo/2 - Fini: «Tutto falso, nulla da temere. Ma così la democrazia è a rischio»

«E' una sfida all'Ok Corral. Si va dritti al voto? Non c'è problema»

«Non ho nulla da temere- assicura- io so che quella storia è tutta una montatura. Un falso bello e buono. E la magistratura lo proverà. Basta attendere». Nessuna tentazione, dunque, di rassegnare le dimissioni da presidente della Camera, se dovesse essere provato che l'intestatario della società off-shore a Santa Lucia è davvero il cognato, come si sussurrava nel pomeriggio. L'ipotesi non esiste, «semplicemente perchè il fatto non sussiste». E il capogruppo dei "futuristi", Italo Bocchino, intervistato da Mentana spiega che «l'informativa fornita dal ministro dell'isola dei Caraibi si fonda su falsità costruite ad arte per far fuori politicamente la terza carica dello Stato».
Tutto questo farà parte dell'intervento in video che oggi il presidente della Camera diffonderà via web, nel quale, ovviamente si affronteranno anche i nodi politici di questo inedito scontro tra le istituzioni. Che potrebbero essere sciolti anche con una crisi senza ritorno. Ossia con il naufragio della maggioranza e il ricorso al voto anticipato. Un'ipotesi che non spaventa affatto Fini. «Se si dovrà votare, si voterà- sospira- ma la responsabilità non sarà certo del gruppo di Futuro e libertà, ma semmai di chi ha costruito e alimentato questo clima avvelenato». Tutto sembra dunque precipitare verso le urne. E, quindi, verso la fondazione vera e propria del partito. A questo punto, è il ragionamento dei finiani, non ha più senso aspettare e farsi cuocere a fuoco lento. Meglio attrezzarsi subito e prepararsi allo scontro elettorale, forti dei sondaggi che sembrano continuare a premiare Futuro e libertà, che oscillerebbe tra il 6 e l'8 per cento.
I possibili consensi, le alleanze e gli scenari futuri sono stati affrontati anche giovedì sera in una cena con i fedelissimi, in casa dell'avvocato Giuseppe Consolo. Dopo la visione di "Annozero", il presidente della Camera ha avvertito di «prepararsi a ogni evenienza, anche ad andare a votare in primavera». Il che è suonato come una simbolica chiamata a serrare le fila in vista di una campagna elettorale che si annuncia senza esclusione di colpi.
In questo quadro, anche il voto di mercoledì prossimo al programma di governo che Berlusconi illustrerà alle Camere diventa marginale. E, comunque, già ieri Fini, parlando al Festival del diritto, a Piacenza, ha chiarito che il sì dei "futuristi" sarà condizionato alla sostanza dei provvedimenti che l'esecutivo intende adottare. E, in particolare, ha chiuso ogni spiraglio alla trattativa sulla giustizia sottolineando che «la legge è uguale per tutti». Il che sta a significare che «il presidente del Consiglio ha sì diritto a governare e, per questo, si potrebbe ipotizzare una sospensione dei processi in corso per permettergli di esercitare il suo mandato, ma certo non ha diritto all'impunità».
«Aspettiamo di sentire ciò che il premier dirà in Parlamento e tutto sarà più chiaro», ha premesso, salvo poi precisare che «se la legge è uguale per tutti non ci si può chiamare fuori se si appartiene al ceto politico. Si tratta di un comportamento che alimenta l'impressione, non sempre sbagliata, di fare figli e figliastri. Nessuno può pretendere l'impunità- ha ribadito- ma non trovo niente di scandaloso se si sospendono i giudizi per permettergli di governare». E in ogni caso, ha scandito, «il rapporto con gli elettori deve essere considerato vincolante, il programma deve essere rispettato, ma bisogna vedere cosa si intende per programma. Nel programma c'è scritta la riforma della giustizia, ma non c'è scritto il processo breve».
Chiarito questo, Fini ha parlato della sua vicenda politica, ricordando, una volta di più, le tappe che hanno portato alla sua «estromissione dal Pdl senza un motivo» e ha bollato come «vecchia politica» gli spostamenti dei parlamentari da una parte all'altra. Infine, ha rinnovato l'appello alle forze politiche per riaprire il dibattito sulla legge elettorale «su cui occorre ragionare per trovare una sintesi».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it