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Pescara, 23/06/2026
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Data: 26/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Stati sposta i sospetti ad Avezzano. L'ex assessore rivela: sì dalla Regione alle biomasse dopo le mie dimissioni

Nella Marsica un progetto per bruciare pioppi «Non so se sto pagando la mia opposizione»

AVEZZANO. Si chiama Power Crop l'altro affare nel settore rifiuti. L'impianto a biomasse da fare ad Avezzano. L'uragano Daniela Stati, l'ex assessore che sta chiaramente tentando di dilaniare il Pdl abruzzese, ne parlerà domani. Un appuntamento che arriva dopo le rivelazioni in Procura.
La Stati è più che mai intenzionata ad affondare i vertici del suo ex partito che a suo dire non le hanno mostrato solidarietà dopo l'altra vicenda giudiziaria che l'ha travolta (le sue dimissioni conseguenza dell'inchiesta su Abruzzo Engineering che ha portato agli arresti del padre Ezio e del compagno Marco Buzzelli). Un primo e sostanzioso assaggio l'ha dato in Procura a Pescara: tre ore di interrogatorio al termine del quale Trifuoggi ha detto che la Stati «ha fornito particolari molto interessanti».
L'ex assessore avrebbe raccontato di più interessi politico-economici sui rifiuti, ha presentato dossier e documenti e ha tirato dentro i vertici regionali del Pdl che a più livelli le avrebbero fatto pressioni considerandola una pedina (come emerge anche dall'ordinanza del gip). Il prossimo sfogo è preannunciato per domani alle 11,30 nell'ufficio avezzanese dell'ex assessore regionale ad Ambiente e Protezione civile. Il bersaglio, stavolta, lo fornirà la Power Crop (energia da coltivare). Si tratta di un progetto per la creazione di una centrale a biomasse in località Borgo Incile, alla periferia della città marsicana. Impianto che dovrebbe bruciare 70 milioni di quintali di pioppi ogni anno e che dovrebbe sorgere in un terreno adiacente all'ex zuccherificio Saza di Avezzano (vecchia fabbrica acquistata dal pool di imprenditori vicini al senatore Filippo Piccone, secondo quanto emerge dalle carte della Procura pescarese). Il piano Power Crop è nato per la riconversione di un altro zuccherificio, quello di Celano della società Sadam, chiuso da qualche anno. Dopo un patto fra ministero, Comune di Celano e Provincia, la riconversione della fabbrica dello zucchero prevedeva appunto l'arrivo della Power Crop. Nel territorio comunale di Avezzano. La Stati si sarebbe sempre opposta al progetto.
«Sì, ho sempre detto di no a quell'impianto», conferma Daniela Stati, «da quando sono assessore regionale ho detto no a una centrale a biomasse. Però sono accadute cose strane. Mi sono dimessa il 2 agosto. Il 7 settembre sono arrivate le autorizzazioni regionali per creare due impianti, quello di Avezzano e un altro nel nucleo industriale di Bazzano. Mi dite voi dove si trovano tutti questi pioppi da bruciare? Volevo evitare che venisse svenduta la mia terra. Non so se qualcuno mi ha fatto pagare questa mia opposizione. So però che ci sono strane coincidenze. Vi racconterò altro lunedì». La Stati semina sospetti e l'affare rifiuti tocca sempre di più la Marsica, dove la Procura di Pescara ipotizza l'arrivo di un secondo termovalorizzatore sui terreni dell'ex zuccherificio in via Trara. La politica già si è divisa. Il sindaco di Avezzano, Antonio Floris, ha sottolineato che è pronto a «intraprendere le vie legali ed evitare così che un disegno di questo tipo si possa trasformare in realtà». Su tutt'altra sponda c'è Antonio Del Corvo, presidente della Provincia, altro esponente del Pdl che, come Floris, è vicino al senatore Piccone: «La chiusura dello zuccherificio di Celano ha creato un grave danno all'economia marsicana. Le realtà che lo sostituiranno dovrebbero dare un po' di respiro, soprattutto, alle aziende agricole e dei trasportatori. La Provincia attiverà tutte le misure necessarie per garantire il rispetto della legge in termini ambientali».
Ma un altro colpo di scena è dietro l'angolo. Martedì, ad Avezzano, si riunirà la Commissione comunale all'ambiente presieduta da Alfredo Iacone, consigliere comunale e avvocato della Stati. La Commissione si prepara a stabilire i confini del Parco regionale del Salviano: si punta a estenderli in località Borgo Incile e a quel punto il piano di protezione della natura potrebbe «bruciare» quello della Power Crop.

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