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Pescara, 23/06/2026
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Data: 26/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
"Modello Teramo" addio: «E' ora di cambiare». Opposizioni all'attacco dopo "Rifiutopoli": la politica del fare a tutti i costi ha mostrato i suoi limiti

TERAMO - Quale sarà il futuro del "Modello Teramo" dopo "Rifiutopoli"? Come cambierà la politica teramana? Secondo gli esponenti dell'opposizione, al di là degli esiti definitivi delle inchieste in corso, emerge la necessità di rivedere alcuni dei cardini portanti del sistema che ha caratterizzato il modus operandi di Chiodi & Co. «Il modello Teramo si è trasformato nel caso Teramo», sostiene Paolo Albi, capo dell'opposizione in Consiglio comunale. Albi definisce Venturoni, Brucchi, Chiodi e Tancredi come «facce diverse della stessa medaglia, simbolo di una politica imbecille e degradante. E' un sistema che non ha più futuro, la politica del fare a tutti i costi ha mostrato i suoi limiti, non è più in condizioni di agire dopo che su di essa è calata una coltre di sospetti». Secondo Albi la Giunta Brucchi sopravviverà a questo momento difficile, «ma dovrà rivedere il suo modo di agire e di prendere decisioni strategiche per la città». Il riferimento di Albi, e di molti altri rappresentanti dell'opposizione, è all'eccessivo ricorso a project financing troppo sbilanciati a favore dell'imprenditoria privata.
Dopo lo scontro sul progetto del nuovo teatro, si prospetta adesso un dibattito serrato sui poli scolastici, altro elemento-chiave del programma del centrodestra. Dopo gli incontri preliminari dei giorni scorsi, il sindaco Maurizio Brucchi sarebbe pronto a sottoporre al Consiglio comunale le proposte arrivate da due privati. «Se la maggioranza -aggiunge Albi- ritiene di poter ancora continuare su questa strada e tornare a proporre in Consiglio l'ennesima idea partorita da imprenditori e supinamente raccolta vuol dire che non ha capito niente di quello che sta succedendo». Giudizio condiviso da Siriano Cordoni (Udc): «Il modello Teramo che ci è stato propinato in questi anni si è rivelato uno specchio dietro cui nascondere le vicende reali. Forse c'è davvero bisogno di un cambio generazionale. Teramo, comunque, non sarà più la stessa. I dubbi che avevamo già sollevato su progetti come quello del Polo scolastico o sulla speculazione edilizia di Teramo Alta adesso si sono acuiti. Non possiamo correre il rischio di diventare sede di infiltrazioni mafiose o di riciclaggio di soldi sporchi. Una soluzione ci sarebbe, ed è quella di ridare priorità ed importanza alla progettazione pubblica, non possiamo abdicare agli interessi dei privati». Secondo Manola Di Pasquale (Pd) il modello Teramo è «rappresentato da una classe dirigente giovane che però ha mostrato gli stessi vizi del passato. Spero in una nuova classe dirigente in grado di imparare dagli errori commessi da chi l'ha preceduta. Il rapporto con i privati è da rivedere. Non siamo aprioristicamente contro le collaborazioni con il mondo dell'imprenditoria ma le scelte strategiche per la città devono tornare ad avere alla base un ragionamento politico». Rifondazione comunista, in una nota, parla di «gestione tutt'altro che trasparente della cosa pubblica», e interviene sulla questione delle presunte «mazzette elettorali», chiamando in causa il sindaco: «Perchè Brucchi non ha mai denunciato pubblicamente il malaffare che si celava dietro le operazioni messe in piedi da Di Zio in combutta con la classe politica? Delle due l'una, o era connivente con corrotti e corruttori o non è in grado di accorgersi di cosa gli accade sotto il naso e quindi non è in grado di governare la nostra città».

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