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Pescara, 23/06/2026
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Data: 26/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Emergenza morale, patto per l'Abruzzo di Roberto Marino

Che triste fotografia offre l'Abruzzo in questo malinconico autunno. L'Aquila distrutta, inchieste e arresti, macerie fisiche e morali. E sullo sfondo montagne di spazzatura impastate con il fango dell'affarismo. L'inchiesta della procura di Pescara non mette nel mirino solo Venturoni, l'imprenditore Di Zio e gli altri nomi eccellenti del Pdl. Chiodi non è indagato, ma è nella bufera.
L'Abruzzo di oggi è una cartina con tanti feudi e potentati, tante «signorie della politica». Ogni zona ha il suo «signorotto delle clientele». C'è il partito delle cliniche, del cemento, dell'acqua, delle discariche, dei trasporti. Una ridda sconfinata di lobby, senza che nessuno sappia dove stiamo andando. Senza una visione regionale, senza uno straccio di idea per il futuro.
L'Abruzzo è in piena emergenza morale, ha bisogno di una nuova classe dirigente che si occupi dei guai delle famiglie, dei giovani, del futuro dell'economia. Gli ultimi dati sulla disoccupazione dimostrano che la situazione è drammatica. Occorre un patto tra forze sane e responsabili. Una svolta radicale. Ma come?
Cambiare il colore della classe politica non è servito. Le inchieste non si sono fermate e ogni giorno emergono episodi che sconcertano gli abruzzesi. Per non sprecare la legislatura, Chiodi dovrebbe governare questa difficile fase ascoltando le forze sane e produttive della società civile, senza subire veti e pressioni dai «signorotti delle clientele», che non sono solo nel Pdl. C'è bisogno di una grande alleanza che metta l'Abruzzo al centro dei pensieri: poche cose, ma farle subito e bene. Tornare alle urne dopo nemmeno due anni con la giunta regionale azzoppata dalla questione morale sarebbe un evento traumatico.
E poi c'è L'Aquila: Berlusconi si è ricordato del terremoto e ha scritto a Cialente. Le sue dimissioni sono un fatto grave: lasciano la ricostruzione in mano ai commissari, aumentano il rischio di affaristi e lobbisti che rappresentano interessi lontani. Chiodi non può farcela senza gli aquilani. Deve dare una svolta e avere il coraggio di dire qualche no a Roma. E basta col vittimismo. Nel tritacarne non ci sono lui e la giunta, ma gli abruzzesi che non ne possono più di scandali e di politici incapaci.

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