PESCARA. Posti alla Deco e nelle altre società dei Di Zio. Spuntano le raccomandazioni dall'inchiesta sullo scandalo dei rifiuti: la politica non si è fatta scrupoli a chiedere assunzioni all'imprenditore arrestato. Per la procura, lo ha fatto anche il senatore Pdl Paolo Tancredi.
L'ordinanza di arresto ai domiciliari per l'assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni e l'imprenditore dei rifiuti Rodolfo Di Zio afferma: «I Di Zio mettono a disposizione il loro patrimonio e capacità aziendale (denaro, posti di lavoro, utilità varie) ogni volta che sia necessario finanziare campagne elettorali, assicurare assunzioni, offrire servizi economici, mentre i politici si impegnano ad atti illeciti», scrive il gip Guido Campli.
Per il gip, «anche il senatore Pdl Paolo Tancredi sollecita assunzione di persona a lui vicina» nelle imprese collegate ai Di Zio: nelle carte dell'inchiesta, il gip parla di una «vicenda significativa».
Tancredi non è l'unico a spingere: un altro caso di raccomandazione è l'assunzione alla Deco del genero di Giuliano Gambacorta, segretario del presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi. Venturoni telefona a Di Zio: «Ti devo disturbare per il genero di quello lì, capito». Intercettato anche un sms di Chiodi a Di Zio: «Caro Rodolfo, Giuliano mi ha detto che vi siete sentiti. Grazie e buona domenica». Dopo l'assunzione, è il segretario di Chiodi a ringraziare: «Lanfranco, volevo informarti che Rodolfo Di Zio ha sistemato mio genero. Grazie per tutto. Sei un vero amico e conta su di me». La sintesi del gip è questa: «Venturoni può chiedere, perché ha dato e darà; Di Zio concede, perché attende restituzioni».
Il caso delle assunzioni di amici di politici nelle società partecipate dai Di Zio rimbalza anche nell'inchiesta sugli appalti dell'area Vestina dei carabinieri di Penne, coordinati dal capitano Massimiliano Di Pietro. Intercettato, il sindaco di Farindola Antonello De Vico racconta di aver sistemato una persona con un «lavoro laggiù alla Deco che vale tre posti dati agli altri visto lo stipendio che prende». In un'altra telefonata De Vico dice: «Il marito che io l'ho fatto entrare all'Ecoemme».
L'Ecoemme è la società dei rifiuti di Montesilvano: è composta da Comune, Comunità montana Vestina e per il 47,83 delle quote dalla Deco.
Della persona messa all'Ecoemme, De Vico parla con Fabio Savini, ex vicepresidente della Comunità montana Vestina e vicepresidente dell'Ecoemme fino all'avvio dell'inchiesta della procura di Pescara. De Vico dice: «È entrato all'Ecoemme, quattro anni fa, come meccanico grazie a me, uno di quei casi proprio diretti, per cui, essere grato ai Di Zio».