"Filo...Via": con cartelli alla mano, è partita ieri di buon'ora la protesta di cittadini e associazioni uniti a difesa della strada parco contro l'avanzamento dei lavori della filovia. Un'"occupazione" pacifica, avviata in zona Naiadi dal neonato presidio del coordinamento No Filovia, che rimarrà lì giorno e notte. «Chiediamo la sospensione dei lavori in attesa che venga convocato un tavolo tecnico sul caso, così come era stato stabilito dal consiglio comunale di Pescara», hanno detto Guya Marconi e Loredana Di Paola, Marelibero e Wwf: un centinaio di cittadini si daranno il turno sotto il gazebo, montato dalle 7 di ieri. Nel consiglio comunale del 14 giugno, l'esame sulla proposta-petizione, firmata da 1200 mani, di spostare il tracciato lungo via Caravaggio-via Ferrari era stata rimandata a un tavolo tecnico. Non ancora convocato, mentre i lavori di palificazione sono partiti. A dar man forte alla protesta sono arrivati anche Maurizio Acerbo, Prc, Camillo D'Angelo e Antonio Blasioli, Pd. Ma a parte i volti noti, a portare gli striscioni c'erano nonne, turisti, mamme che non vogliono dire addio a un polmone verde. «Vengo qui tutti i giorni, con i miei 6 nipoti -dice Maria De Filippis, 72 anni-, è l'unico spazio che abbiamo per passeggiare». In "fuga" da Roma, la signora Vienna aveva trovato nella strada parco un'oasi di tranquillità. «Ho comprato casa qui - racconta -, non posso pensare che a giugno non sentirò più l'odore dei pini». «La strada parco è uno dei pochissimi spazi liberi dalle auto - dice Antonella De Cecco -. Non ce la possono portare via senza che ci sia stato esposto il progetto, senza discuterne con noi». «Abbiamo il diritto di sapere come cambierà la nostra vita», dice Roberto Barone, che a 56 anni viaggia solo in bici. Nella protesta, sollevati dubbi sui rischi di inquinamento elettromagnetico (l'intervento non è stato sottoposto a Via) e sull'utilità di un mezzo che percorrerebbe meno di 8 chilometri, a fronte di un investimento da più di 25milioni di euro. «Non si risolvono così i problemi del traffico a Pescara - dice Carlo -, chi viene da Silvi certo non userà il filobus». «Sono convinto che le comunità di Montesilvano e Pescara ne trarranno benefici - ribatte Michele Russo, presidente Gtm -, in termini di riduzione del traffico, meno inquinamento ambientale e miglioramento dei servizi. Al di là di queste considerazioni, c'è il fatto oggettivo che, per legge, non si può arrestare l'opera, già affidata e i cui lavori sono avviati, nè cambiare il percorso. Incorreremmo in penali esorbitanti. Ma sono disposo a incontrare i cittadini per discutere le piccole modifiche consentite dalla legge». Carota e bastone: «i cittadini - dice Russo - si stanno rendendo protagonisti di vari reati, violenza privata e invasione di terreni. Non farò denunce, per ora, ma non garantisco per l'impresa». Dure, ovviamente, le reazioni: «Nella manifestazione, pacifica e democratica, non è stato perpetrato alcun reato penale - dicono al coordinamento -: nessuno ha impedito l'accesso degli operai, ma soprattutto Russo non può considerarsi il proprietario della strada parco». Anzichè minacciare denunce «sarebbe più democratico sospendere per qualche giorno i lavori - dice Mario Sorgentone, presidente di "Strada Parco" che hannuncia per sabato una catena umana - e chiarire in un'assemblea pubblica tutte le perplessità».