Dall'alba al tramonto per bloccare il cantiere: gli iscritti alle associazioni e ai comitati per la difesa della strada parco sono arrivati alle 7 per manifestare, in tarda mattinata la replica a muso duro di Michele Russo, presidente della Gtm, che ha minacciato denunce, e a seguire la controreplica di Mario Sorgentone (Associazione strada parco) e Maurizio Biondi (No filovia). Insomma, il clima è caldo e promette di surriscaldarsi: il presidio davanti al cantiere posto di fronte alle Naiadi andrà avanti e sabato prossimo sarà organizzata una catena umana per sfidare pubblicamente Russo a denunciare chi protesta. In verità, ieri non c'è stato da parte dei manifestanti alcun "assalto" al cantiere: hanno spiegato agli operai i motivi della loro protesta senza forzare le transenne o rompere nulla, poi hanno chiesto lumi sull'evolversi dei lavori. Michele Russo pensava di essere stato chiaro la settimana scorsa quando aveva puntualizzato tutti i passaggi di un progetto dal quale è impossibile recedere, ma di fronte alla nuova pugnace manifestazione è andato su tutte le furie parlando di denunce in arrivo se saranno riscontrati atti quali la «violenza privata» e «occupazione di suolo pubblico». Minacce di fronte alle quali, il popolo della strada parco reagisce con sdegno: «Ma quale violenza privata, - ha detto Maurizio Biondi -nessuno ha impedito l'accesso degli operai al cantiere e i lavori sono proseguiti regolarmente. Per quanto riguarda l'occupazione di suolo pubblico, Russo ritiene di essere diventato il proprietario della strada parco». Linea condivisa da Mario Sorgentone, il quale aggiunge: «Anziché minacciare denunce, sarebbe molto più democratico sospendere per qualche giorno i lavori e chiarire, in una assemblea pubblica, le tante contraddizioni che stanno caratterizzando la realizzazione della filovia. Per tale motivo l'associazione strada parco ha promosso una "catena umana" sabato 2 ottobre alle ore 17, con partenza da Villa Sabucchi e arrivo alle Naiadi». E la politica? Non pervenuta: fatta eccezione per D'Angelo e Blasioli del Pd e Acerbo di Rifondazione comunista, l'unica sponda ai manifestanti è arrivata da Marco Forconi di Forza Nuova, da sempre contrario alla filovia.