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Pescara, 23/06/2026
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Data: 28/09/2010
Testata giornalistica: Prima da Noi
No alla filovia, protesta davanti al cantiere dalle 7 di stamattina

PESCARA. Le indicazioni sono corse sul filo del cellulare e dei social network sabato pomeriggio: «appuntamento lunedì alle 7 del mattino per il presidio No Filò davanti al cantiere».

E questa mattina, puntuali alle 7, i cittadini contrari al progetto della filovia c'erano veramente sulla strada parco, dietro alle piscine Le Naiadi dove la settimana scorsa sono partiti i lavori. Un banchetto posizionato davanti alle transenne, ciambelloni e bevande calde per affrontare al meglio la giornata di protesta. Una quarantina i partecipanti, tra i quali anche i consiglieri comunali Maurizio Acerbo (Rc) e Antonio Blasioli e Camillo D'Angelo.

Nel cantiere gli operai al lavoro, alcuni arrivati alle 6.30, prima ancora dei manifestanti.

Nessuno scontro tra cittadini e dipendenti della ditta che ad un certo punto hanno anche cominciato a parlare. Agli operai sono stati offerti caffè e tè caldo e proprio loro hanno fornito indicazioni su quanto stanno realizzando. «Le piante non verranno eliminate», hanno spiegato. «Bisognerà togliere solo quelle in corrispondenza dei pali, le altre verranno temporaneamente tolte per poi essere ripiantate». La pista ciclabile, invece, in alcune zone «subirà qualche deviazione». Le parole vengono accompagnate con i gesti delle mani per far capire dove potranno passare le bici e i cittadini si guardano perplessi. Perchè è chiaro che il buio è pesto e in assenza del progetto definitivo, mai mostrato fino ad ora, è difficile fare chiarezza e far sparire i dubbi.

Alla domanda sul motivo per i quale si è cominciato a scavare proprio dietro le Naiadi, a metà percorso, gli operai hanno alzato le braccia: «è stata una scelta tecnica». «Una scelta politica, non tecnica», ha ribattuto Loredana Di Paola di Mare Libero. «Sì, il Comune ha deciso di partire da qui», ha confermato l'operaio.

Uno dei punti più contestati da chi oggi è contrario al Filò sono sicuramente i pali dell'alta tensione che succhiano il 60% del budget. «A Brescia», raccontano ancora gli operai, «abbiamo provato a fare un progetto senza pali ma non è mai partito». «Ma a Lecce», replica Di Paola, «invece è stato messo in piedi lo stesso progetto pescarese e ggi gli autobus sono dismessi e sono stati buttati al vento un sacco di soldi».

Proprio stamattina gli operai avevano intenzione di cantierare altri 100 metri di strada parco per proseguire i lavori. Ma c'è il banchetto con i dolci a bloccare tutto, posizionato ad hoc con un messaggio inequivocabile: oltre non vi faremo andare. Che si fa? «Oggi se non ci fate passare mi rimetto in macchina e vado via», commenta il capo cantiere.

La paura è però che si torni di notte a spostare le transenne e a far avanzare il cantiere anche perchè al massimo domani bisognerà procedere. Perciò si stanno organizzando turni notturni. Il timore dei manifestanti è che con il passare dei giorni la protesta scemi e la gente non si faccia vedere al presidio. «Sono tanti i rassegnati», ammettono, «quelli che pensano che quello che stiamo facendo sia inutile...». Ma ci si dà coraggio a vicenda e si ricorda l'esempio Centro Oli dove a vincere una battaglia che sembrava persa, contro un colosso come l'Eni, sono stati proprio i cittadini, uniti e compatti.

Mentre arrivano le telecamere della Rai e ci si riposiziona con i cartelli in mano c'è anche chi azzarda: «questo è un progetto d'antiquariato: la prima filovia d'Italia è stata a Pescara nel 1910, congiungeva le due parti della città. Esattamente cento anni fa ci riportano un progetto che è già vecchio e obsoleto».

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