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Pescara, 23/06/2026
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Data: 28/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Consiglio: «"No" a Cicchetti» Approvato con 16 voti l'ordine del giorno di Perilli: «Revocare la nomina»

Ci sono volute due sedute di Consiglio comunale per arrivare al voto dello spinoso ordine del giorno, proposto dal consigliere Enrico Perilli (Prc), sulla nomina del nuovo vice commissario alla ricostruzione. Il tutto dinanzi all'occhio vigile dei comitati cittadini e con l'assenza del sindaco Massimo Cialente per motivi di salute. Il documento è stato approvato con 16 voti. Nel corso della discussione è stato proposto un emendamento con il quale si è chiesto di eliminare la parte del documento che faceva riferimento alla sentenza della Corte dei Conti nei confronti del neo vice commissario in relazione alle vicende della Perdonanza. Una epurazione che non ha apprezzato il consigliere Giuseppe Bernardi che ha parlato della impossibilità in aula di parlare di questione morale. Il Consiglio comunale impegna il sindaco a rappresentare al Presidente del Consiglio dei Ministri e al commissario per la ricostruzione la contrarietà della massima assemblea elettiva del Comune alla nomina del dottor Antonio Cicchetti a vicecommissario e pertanto ne chiede la revoca». L'ordine del giorno rileva in premessa che «il dottor Cicchetti è noto in città per le "vicende della Perdonanza", che si riassumono in un produzione di debiti fuori bilancio, inchieste giudiziarie e l'incredibile vicenda del Premio Perdonanza non pagato al Vescovo di Sarajevo. Il dottor Cicchetti non ha mai ricevuto una legittimazione democratica e popolare per ricoprire tale incarichi apicali. Gli enti locali, inoltre, costantemente esautorati delle proprie funzioni, dovrebbero tornare ad amministrare il proprio territorio e la nomina di un nuovo Commissario allontana questo processo di riappropriazione delle funzioni statutarie degli enti locali». Il dibattito in aula ha rispecchiato la divisione canonica tra centro destra e centro sinistra con l'unica eccezione del consigliere de la Destra, Luigi D'Eramo che si è dichiarato favorevole al documento. Stranamente tutti i difensori del neo vicecommissario ci hanno però tenuto a sottolineare di non conoscerlo personalmente. Fra i supporter di Cicchetti, il consigliere Enrico Verini: «Se non ci fosse un vice commissario, il Comune saprebbe gestire la ricostruzione? Non è vero che l'ente locale viene esautorato da questo sistema, ma il Comune non deve erigere un muro. Non abbiamo saputo essere interlocutori credibili. Cicchetti non è ancora arrivato e già lo critichiamo. Questa è la tipica mentalità aquilana di chi critica tanto per criticare». «Questa città non perde occasione per farsi del male - ha aggiunto Enzo Lombardi -. Perfino questo Consiglio. Quando si parla di fatti personali di qualcuno bisogna discutere a porte chiuse». Di tutt'altro avviso il consigliere proponente Perilli: «Abbiamo solo parlato della sfera pubblica di Cicchetti; se un manager viene condannato dalla Corte dei Conti è rilevante. I cittadini devono far sapere se sono d'accordo con la nomina dei commissari o no». Per Antonello Bernardi del Pd: «Questa città continua ad ignorare che esiste una democrazia del voto preferendo subire i commissariamenti. I commissari si nominano dove c'è un vuoto di democrazia». Di principio, invece, la riflessione di Angelo Mancini dell'IdV: «Un Consiglio comunale che si riunisce per un ordine del giorno stride con la tragicità del momento- ha detto -. È bene ricordare tuttavia che l'istituzione Perdonanza era un organo strumentale del Comune e si falsificavano i soldi che venivano messi in bilancio». L'assessore Marco Fanfani ha sottolineato che la votazione di questo ordine del giorno deve intendersi come un segnale per il Governo affinché cominci a fare chiarezza sulla ricostruzione della città.

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