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Pescara, 23/06/2026
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Data: 29/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
I No filovia non mollano, Gtm apre al confronto «Test con mezzi elettrici prima di sacrificare la strada parco», cantiere ancora bloccato

Non hanno abbandonato il presidio neppure di notte, sfidando il freddo e la stanchezza. E anche ieri, i cittadini e le associazioni riuniti nel neonato coordinamento No Filovia, sono rimasti sotto il gazebo montato lunedì mattina sulla strada parco, in zona Naiadi, per evitare l'avanzamento dei lavori della filovia. Spente le ruspe, per gli operai è stato così difficile procedere in zona sud. E il braccio di ferro sul destino della filovia ovvero sulla difesa della strada parco si fa duro. I manifestanti chiedono la sospensione dei lavori, in attesa che venga aperto il tavolo tecnico come disposto dal Consiglio Comunale di Pescara: lì si sarebbe dovuto discutere della proposta-petizione di spostare il tracciato della filovia su via Caravaggio-via Ferrari. Il vertice non è stato convocato; i lavori sono partiti. E' questo uno dei cardini delle contestazioni. Da parte di chi continua a battersi per la sopravvivenza di quella che in meno di dieci anni è diventata un'oasi ciclopedonale, che mette d'accordo mamme, ragazzi, nonni. Più di mille, le firme raccolte nel fronte del no.
«Si rischia di sacrificare uno spazio fondamentale per un'opera che potrebbe non essere utile», dicono dal coordinamento No Filovia. Così, nella petizione in attesa di esame, c'è anche la proposta di aprire una sperimentazione con autobus elettrici sulla strada parco «per verificare la rispondenza alla previsione di 800 passeggeri l'ora fatta da Gtm», dicono dal coordinamento. In attesa di sciogliere questi nodi, i manifestanti invocano la sospensione dei lavori. Così chiedono in una lettera al sindaco Luigi Albore Mascia e al presidente Gtm Michele Russo. Una strada che secondo loro sarebbe possibile, in virtù delle clausole nel contratto d'appalto del 2007 e che potrebbero blindare la Gtm da eventuali penali. Vengono tirati in ballo gli articoli 9 e 10. «L'Articolo 9 - riporta la nota dei No Filovia -, prevede la possibilità da parte della stazione appaltante (Gtm) di sospendere i lavori per fatto di altra autorità amministrativa o giudiziaria che non dipenda da una responsabilità del committente. In tal caso nessun compenso spetterà all'appaltatore». Come dire che se il sindaco ritenesse, per motivi eccezionali, di sospendere i lavori, non scatterebbe nessun onere per la Gtm. L'altra clausola riguarda la possibilità di apportare modifiche al progetto. «L'articolo 10 - dicono dal coordinamento No Filovia - dà facoltà alla Gtm di predisporre varianti ai progetti approvati e in corso di esecuzione finalizzate al miglioramento dell'opera e alla sua funzionalità e specificamente per intervenuta possibilità di utilizzare materiali, componenti e tecnologie non esistenti al momento della progettazione che, senza aumento di costi, comportino miglioramenti della qualità dell'opera. Alla luce di questo non comprendiamo per quale motivo si sia proceduto all'inizio dei lavori». «Alcune migliorie al progetto, ad esempio l'illuminazione, già le abbiamo fatte e altre se ne possono fare - ribatte il presidente Gtm Michele Russo -, ma non è possibile la modifica del percorso. Del resto, i finanziamenti intercettati per la filovia riguardano l'ex tracciato ferroviario; qui già sono stati spesi 10 milioni di euro; il percorso alternativo proposto dalle associazioni non ha le stesse caratteristiche della strada parco. La sospensione dei lavori, inoltre, è possibile solo se intervengono situazioni eccezionali». Aperto alla discussione, Russo ha concordato un incontro con Mario Sorgentone, associazione Strada Parco, per venerdì mattina. «Sono disponibile al confronto con tutti, a condizione che l'incontro non si trasformi in una bolgia, come è già successo nel consiglio comunale sul caso - spiega Russo -: ci deve essere la possibilità di dialogare».

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