Non si ferma la protesta dei comitati cittadini contro la realizzazione dell'opera sull'ex tracciato ferroviario
Hanno dormito all'aperto, qualcuno nei sacchi a pelo, altri più freddolosi nelle automobili nel parcheggio delle Naiadi. Un atto di coraggio e una sfida per difendere quel patrimonio che i cittadini avevano imparato ad amare negli ultimi quindici anni. Associazioni e comitati civici sono già all'opera per organizzare la catena umana di sabato 2 ottobre da Villa Sabucchi alle Naiadi. Per sventare una possibile mobilitazione di massa, ieri il presidente della Gtm Michele Russo ha fatto la sua mossa, chiedendo a Mario Sorgentone un incontro per venerdì, cioè il giorno prima della manifestazione. Maurizio Biondi (comitato No Filovia) ha rilanciato ieri l'idea dei bus ecologici: «Siamo ancora in attesa di una risposta alla petizione, sottoscritta da migliaia di cittadini, con la quale si chiedevano la sperimentazione con autobus ecologici, per verificare la rispondenza alla previsione di 800 passeggeri l'ora fatta dalla Gtm, e lo spostamento del tracciato sull'asse stradale ricavato dal collegamento via Caravaggio-via Ferrari e dal Ponte nuovo (Camuzzi)». Sulla possibilità di fermare i lavori senza incorrere in penali a carico della Gtm, lo stesso Russo ha incalzato Sorgentone, il quale si dice sorpreso: «Se il presidente della Gtm è così sicuro che non si possa cambiare tracciato senza pagare dazio perché chiede a noi di produrre un parere legale? Mi sembra una proposta provocatoria». È chiaro che a questo punto, più che alla Gtm, i difensori della strada parco guardano al Comune, cioè alla volontà politica dell'Amministrazione di rivedere l'intero progetto. Su questo punto, le associazioni battono il ferro finché è caldo: a una grande mobilitazione popolare è legata l'ultima speranza di dare l'altolà alla filovia. Biondi chiede l'immediata sospensione dei lavori facendo leva su due articoli del contratto di appalto. «L'articolo 9, sulla sospensione e differimento del termine di ultimazione, prevede la possibilità da parte della stazione appaltante (Gtm) di sospendere i lavori "per fatto di altra autorità amministrativa o giudiziaria che non dipenda da una responsabilità del committente, in tal caso nessun compenso spetterà all'appaltatore"; l'articolo 10, sulla variazione delle opere progettate, dà facoltà alla Gtm di predisporre varianti ai progetti approvati e in corso di esecuzione finalizzate "al miglioramento dell'opera e alla sua funzionalità" e specificamente per "intervenuta possibilità di utilizzare materiali, componenti e tecnologie non esistenti al momento della progettazione che, senza aumento di costi, comportino miglioramenti della qualità dell'opera". Questa è la dimostrazione che i lavori si possono sospendere».