MONTESILVANO - I colpevoli li indica uno ad uno: «I cosiddetti ribelli dell'area finiana (Stefania Di Nicola, Adriano Tocco, Paoli Cilli), il consigliere dell'Udc Oscaro Biferi, la sorprendente astensione del presidente del consiglio Vittorio Catone, l'assenza del consigliere di Rialzati Abruzzo». Sommati all'opposizione, hanno mandato sotto - 14 a 13 - la maggioranza di Montesilvano sull'assestamento di bilancio. Una vera Caporetto per il centrodestra, arrivato a palazzo di città a giugno 2007 e crollato a metà percorso, dopo una navigazione piuttosto faticosa. Cordoma, stanco dei ricatti e dei rimpasti infiniti, alla fine ha gettato la spugna. La decisione, maturata da tempo, si è concretizzata ieri nella tarda mattinata dopo la bocciatura del bilancio. Il sindaco ha scritto di getto due lettere, al governatore Gianni Chiodi e al coordinatore regionale del Pdl Filippo Piccone. «A seguito delle votazioni contrarie sul bilancio di questa mattina, da parte di alcuni rappresentanti del Pdl, prendo atto che a Montesilvano non esiste più la maggioranza; comunico pertanto che rassegnerò le mie dimissioni». Questo il testo del messaggio. Dopo si è reso irreperibile fino alle 19,30, quando ha annunciato ufficialmente le dimissioni: «Scelta indispendabile per non scendere a compromessi, né essere vittima dei giochi di palazzo».
Rammarico certo, per un processo di risanamento, non solo economico, lasciato a meta. Ma a ben guardare la sconfitta di Cordoma è anche del partito e di quanti lo hanno circondato. Una navigazione mai tranquilla, fatta di continui assestamenti di giunta, con 4 esecutivi diversi nell'arco di due anni. Cosa succederà ora? Difficile dirlo. Dopo la debacle in consiglio sono piovute più dure che mai, da parte di Rifondazione e Pd le richieste di dimissioni di tutto il centrodestra. «La maggioranza è implosa - ha dichiarato Adriano Chiulli capogruppo del Pd -, il Partito democratico dice che è ora di tornare alle urne per restituire a Montesilvano un governo degno di questo nome».
La battuta d'arresto di ieri in consiglio ha chiaramente riconfermato la pesante spaccatura in seno al Pdl di Montesilvano, dove non ha sortito nessun effetto nemmeno l'intervento in extremis di Lorenzo Sospiri, sceso in campo l'altro ieri per convincere i finiani a sostenere il sindaco. Lo scoglio su cui era finita la maggioranza è stato il debito di 218 mila euro del Considan che andava ascritto nel bilancio 2009, mentre l'amministrazione l'aveva riproposto in questo esercizio finanziario. Ed ancora: il mutuo di 4,8 milioni con l'Unicredit è tutto inventato, visto che non esiste copia del contratto.