Montesilvano Bufera in Comune. La maggioranza è stata battuta sugli equilibri di bilancio Decisivo il voto contrario dei finiani e di una parte significativa della coalizione
L'ultimo scossone è stato fatale. Pasquale Cordoma dopo aver incassato la bocciatura del Consiglio comunale sulla variazione di bilancio 2010 ha rassegnato ieri sera le proprie dimissioni, un atto definito doveroso dallo stesso sindaco. Cordoma nel comunicato ha affermato inoltre di aver avvisato il Prefetto, che incontrerà stamattina per presentare le dimissioni «scelta indispensabile per non scendere a compromessi, né essere vittima di giochi di palazzo». Cordoma ha dichiarato inoltre che «Se non mi è possibile concludere il lavoro nel tempo che resta alla consiliatura preferisco ridare voce all'unico giudice che un politico, oltre alla sua coscienza ha: i cittadini di Montesilvano». Nell'ultima parte del comunicato di addio alla poltrona di sindaco, Cordoma ha tirato una stoccata a chi non lo ha sostenuto in Consiglio: «Non vi è nessuna giustificazione amministrativa nel non votare gli equilibri di bilancio, atto che affermo essere stato collezionato perfettamente e che avrebbe garantito ulteriormente il risanamento della città». Le dimissioni del primo cittadino sono arrivate al termine di una giornata convulsa, iniziata con la bocciatura della delibera che doveva ratificare gli equilibri di bilancio. 14 voti contrari, 13 favorevoli e un astenuto. Questa la fotografia di una maggioranza che si è sbriciolata su di un provvedimento che doveva essere approvato entro il 30 settembre. A mancare è stato il sostegno del centrodestra, incapace di approfittare anche di qualche defezione nello schieramento avverso. A votare insieme alla minoranza sono stati «i cosiddetti ribelli di area finiana, nonché Oscaro Biferi (Udc), Giancarlo Cipolletti (Rialzati Abruzzo)». A quel punto risultava ininfluente, dal punto di vista numerico, l'astensione del presidente del consiglio comunale Vittorio Catone (Pdl). Le dimissioni di Cordoma erano state chieste a gran voce dal Partito Democratico e da Rifondazione Comunista dopo lo scivolone in Consiglio e adesso, salvo colpi di scena, sarà un commissario prefettizio a traghettare il Comune fino al ritorno alle urne in primavera.