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Pescara, 23/06/2026
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Data: 29/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi incassa 7 deputati e chiede il voto di fiducia «Scelta di chiarezza». Fra i 5 punti, il quoziente familiare

ROMA - Un discorso che andrà «dritto al cuore della gente», dicono i fedelissimi. Che metterà i partiti con le spalle al muro, non nominerà mai Fini. Chi voterà contro si assumerà la responsabilità di un'eventuale caduta del governo. Niente politichese, nelle parole di Silvio Berlusconi, molto sarà «dedicato ai bisogni» degli italiani. Ma il premier è pronto a tutto: ha invitato i suoi a prepararsi anche al voto, benché si dica sicuro di farcela a raggiungere quota 316. Dirà che bisogna completare le riforme, che vuole andare avanti, ma se mancassero i voti, sarebbe anche pronto a lasciare. Per questo farà un «appello alla responsabilità».
Poi illustrerà i 5 punti del programma per la ripartenza del governo. Saranno assenti i temi sensibili del ddl intercettazioni e del processo breve, sul quale i finiani, da sempre sono contrari e non farebbero convergere i loro voti. Il premier metterà in cima agli argomenti prioritari giustizia e sicurezza, lotta alla mafia e Sud, federalismo, politica fiscale e quoziente familiare. Un tema quest'ultimo, che potrebbe essere letto per attirare ulteriori voti dall'Udc, dal momento che è il cavallo di battaglia dei centristi. Ieri Berlusconi ha già incassato, in un colpo solo, 7 deputati che hanno lasciato i loro gruppi per aderire al misto: 5 provengono dall'Udc e due dall'Api di Rutelli. Sulla carta, il Cavaliere può contare su almeno 350 voti, se ci sarà il sostegno di Futuro e Libertà e Mpa di Lombardo. I numeri ballano, è la premessa. Il Pdl conta su 236 voti, la Lega su 59. Previsto poi il sostegno di «Noi Sud» di Enzo Scotti (5), dei Repubblicani-Popolari di Nucara e Pionati, i Liberaldemocratici di Tanoni e Melchiorre.
Ma se la compravendita di deputati ha sollevato nuovi polveroni (e proteste di Bersani e Casini), il colpo di scena, annunciato durante un vertice a Palazzo Grazioli (un Consiglio dei ministri stamane dovrà ratificare la decisione), è rappresentato dalla volontà di mettere la fiducia, «una scelta di chiarezza e responsabilità». Anche se non è stato deciso con quale dispositivo. Ovvero, se ci sarà un documento che riassuma il discorso del premier con i 5 punti oppure se verrà inserita la formula di rito, "sentite le dichiarazioni del presidente del Consiglio, la Camera approva"». Quel che è sicuro è che la Camera potrebbe votare la fiducia già questa sera, dopo l'intervento di replica di Berlusconi previsto per le 18. Ma la prima comunicazione avverrà alle 11 di questa mattina, al termine del quale seguirà il dibattito che si prolungherà per tutto il pomeriggio. Durante la pausa, si riuniranno i gruppi per decidere le mosse in Aula (Fli deciderà appunto come votare in base alle parole del premier).
Berlusconi ha voluto mettere la fiducia per evitare giochi e giochini. Ma anche, dicono, per timore di incidenti in Aula. L'apertura ai «futuristi» ci sarà, promettono, sulla giustizia mentre in Senato, per il Lodo Alfano, è saltato lo scudo giudiziario per i ministri. Intanto, Calderoli profetizza: al 75% si va alle elezioni anticipate.

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