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Pescara, 23/06/2026
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Data: 29/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il premier: Bossi si comporti da ministro. Ma cresce il fronte del sì alla sfiducia. Berlusconi chiama Alemanno. Udc e Idv: votiamo la mozione pd. Il Fli apre

Una raccomandazione, quella del Cavaliere, che sembra aver sortito effetti modesti, in quanto Bossi, dilettandosi in una diretta con gli ascoltatori di "Radio Padania", ha affermato che «quelli che ci attaccano oggi sono sepolcri imbiancati. Io ho fatto solo una battuta, evidentemente reagiscono così perché hanno la coda di paglia. Noi pretendiamo di essere rispettati e di non essere depredati: se potessero ci porterebbero via anche i marciapiedi. Per questa gente qui, la mia battuta è stata un peccato di lesa maestà».
Quest'ultima sortita del Senatùr non fa altro che rafforzare le ragioni del Pd nella presentazione di una mozione di sfiducia individuale contro la sua presenza al governo. Le sue affermazioni sui romani - dice il documento dei democrat - «sono evidentemente incompatibili con la carica di ministro della Repubblica e con l'articolo 54 della Costituzione, laddove è previsto che "i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore"». La mozione, che con ogni probabilità sarà messa ai voti della Camera la prossima settimana, afferma inoltre che le affermazioni di Bossi contro Roma e i suoi abitanti, «derubricate da governo e maggioranza a battute di spirito, in realtà sono la spia di una drammatica sottocultura che viene seminata da anni in un crescendo di volgarità e aggressività antistorica». Quanto alle altre forze di opposizione, mentre è scontato il sì alla sfiducia dell'Italia dei Valori che ha anche scritto a Napolitano per chiedere le dimissioni dall'esecutivo del capo leghista, Pier Ferdinando Casini annuncia che «probabilmente» anche l'Udc la voterà. Eventualità che non viene esclusa neppure dal finiano Granata, che ritiene possibile la presentazione di un documento autonomo del Fli. Inoltre, Il Pd e l'Api di Francesco Rutelli del Lazio hanno deciso un azione legale per ingiurie e diffamazione aggravata contro Umberto Bossi, in funzione anche di «supplenza» in difesa dei cittadini romani, visto che «Alemanno non lo fa». Ma anche se non adisce le vie legali il sindaco della Capitale non rinuncia alla polemica politica: «Le parole di Bossi - dice Alemanno a Sky Tg24 - sono come pietre. Il leader della Lega respira un rischio elettorale e si prepara ad affrontare questa sfida raccogliendo il massimo dei voti. Lui ritiene che in certe valli, in certi comizi paesani l'insulto o la battuta su Roma possano fare voti. Purtroppo dimentica che è un ministro e queste cose non se le può permettere». Premesso che le scuse di Bossi - peraltro mai pervenute - non lo appassionano, il sindaco afferma di essere interessato agli «impegni precisi del governo per Roma Capitale». «Soddisfatto» dalle dichiarazioni di ieri di Berlusconi, Alemanno ne riconosce la non esaustività dal momento che sono state fatte «alla vigilia di un dibattito molto pesante in Parlamento», ma aggiunge di attendersi «una definizione puntuale degli impegni del governo quando il 9 e 10 novembre ci saranno gli Stati Generali di Roma Capitale alla presenza di Silvio Berlusconi».

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