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Pescara, 23/06/2026
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Data: 29/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Cicchetti, la Regione dice sì al nuovo vice Bocciata la risoluzione-Acerbo. Spunta un'altra commissione speciale sul terremoto

Chiodi: all'Aquila aperti 12mila cantieri. Con Cialente ho buoni rapporti Lavoriamo insieme

L'AQUILA. Cicchetti non si tocca. E c'è un'altra commissione speciale sul terremoto. Tornano a casa un po' delusi, ma con queste due certezze, i cittadini aquilani che attendono l'ora del thé per sentir parlare di ricostruzione. Il centrodestra alla Regione, poi, tira uno schiaffone al Comune che ha bocciato la nomina di Cicchetti a vicecommissario. L'Udc si astiene, non passa la risoluzione-Acerbo.
CICCHETTI-SÌ. Il consiglio boccia, a maggioranza, un ordine del giorno (primo firmatario Maurizio Acerbo) che avrebbe impegnato il presidente della giunta Chiodi a chiedere a Berlusconi, e a sé stesso, come commissario, la revoca del suo nuovo vice, il Gentiluomo di Sua santità Antonio Cicchetti. La nomina assume una volta di più una valenza politica. Il giorno dopo la bocciatura del vice da parte del centrosinistra al Comune dell'Aquila, il centrodestra pareggia i conti: ok a Cicchetti. Votano contro la revoca Pdl e Mpa, a favore Pd, Idv Rifondazione e Comunisti italiani. Si astiene l'Udc. Il provvedimento non passa. «Il centrodestra», commenta Acerbo, «ha fatto quadrato, compresi i consiglieri aquilani, nonostante Chiodi avesse dichiarato di non sapere della condanna alla Corte dei Conti quando ha avallato la nomina di Cicchetti». Le altre firme anti-Cicchetti sono di Antonio Saia (Comunisti italiani), Cesare D'Alessandro (Idv), Camillo D'Alessandro (Pd) e Carlo Costantini (Idv). A sostegno del manager della Cattolica ecco il presidente della Provincia Antonio Del Corvo e la sua vice Antonella Di Nino: «Solidarietà e vicinanza a Cicchetti all'indomani dello spiacevole spettacolo del consiglio comunale».
COMMISSIONE SPECIALE. Passa all'unanimità anche un documento per l'istituzione di una commissione speciale «per monitorare, nelle aree colpite dal sisma, il processo di ricostruzione abitativo, sociale, infrastrutturale, culturale, economico e produttivo e per elaborare e proporre, di concerto con istituzioni locali, ordini professionali, comitati cittadini e associazioni di categoria provvedimenti di legge e amministrativi». Nel documento, sostenuto da Carlo Costantini e Giorgio de Matteis e condiviso da tutte le forze politiche, si sottolinea che «i commissari straordinari delegati sono chiamati a condividere una strategia per la ricostruzione, valorizzare e promuovere il protagonismo delle istanze locali, di concerto con le istituzioni interessate». Si parla di audizioni dei commissari delegati e di definizione di una strategia condivisa, di concerto con le istituzioni comunali e provinciale, nonché dei comitati cittadini «più rappresentativi».
CHIODI. Il commissario dedica un intervento ad hoc al terremoto. «La fase emergenziale con Bertolaso è terminata. Per la ricostruzione si torna nella normalità. Per la legge vigente sono i sindaci che fanno la ricostruzione. Se la ricostruzione non riparte, la responsabilità è dei sindaci. Se usiamo le ordinanze è solo perché rappresentano uno strumento flessibile e ci rendono facile modificare le necessità in funzione delle richieste dei cittadini. Quando vedo», prosegue Chiodi, «un attacco sistematico al governo sul centro storico dico che è impossibile pensare di rifarlo dopo un anno. Nessuno vada a dire al governo che la ricostruzione non parte quando c'è un miliardo di euro. I piani di ricostruzione non si fanno in un giorno. Il governo lavora per noi. Oggi si vota il cambio del contributo in indennizzo. Come capo della ricostruzione sono io che ho ottenuto quello che abbiamo, anche grazie alle nostre attività di pressione, come la proroga della detassazione. Oppure i trasporti gratuiti agli studenti. È opera nostra il contributo statale per il rifacimento delle parti comuni e il rafforzamento strutturale anche delle seconde case. La zona franca non è calata dall'alto. Chi firma è il governo ma chi propone siamo noi, la comunità aquilana, il sindaco col quale abbiamo lavorato e lavoriamo in sintonia. Cicchetti? Cialente lo sapeva da due mesi che avevo bisogno di una persona preparata sul piano amministrativo e non sul piano tecnico, perché c'è Fontana che opera in maniera egregia nella struttura di missione. Bertolaso aveva 5 vicecommissari. Io ritenevo di averne diritto a due, per ora è uno. Pensavo fosse utile un aquilano, ne parlai col sindaco per evitare che si pensasse a imposizioni da fuori. La sentenza della Corte dei Conti per omessa vigilanza di fatti commessi da altri non è un problema. Con Cialente i rapporti rimangono buoni». Capitolo-soldi. «Impossibile lavorare senza preventiva copertura finanziaria e per un periodo di tempo non c'è stata. Oggi ci sono 714 milioni per la prima fase della delibera Cipe, 1 miliardo e mezzo deve arrivare e ci pagheremo le spese dell'emergenza e i Comuni che hanno rendicontato. All'Aquila ci sono 12mila cantieri aperti».
NON LITIGATE. Infine, un appello. «Abbiamo bisogno della comunità aquilana. Abbiamo trovato conflitti ovunque. Non è decisivo se il commissario sarà Cicchetti. Ora cerchiamo di fare la ricostruzione. Non perdiamo tempo con le beghe, pensiamo all'Aquila. Remiamo tutti nello stesso verso».

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