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Data: 29/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
La Fiom non cambia linea «Noi siamo per i diritti» Il direttivo provinciale replica alla Uilm

LANCIANO. «Il sindacato torni a fare il sindacato». La Fiom-Cgil risponde così al documento Uilm fatto firmare dai delegati provinciali. «Non si era mai vista una cosa del genere in tutta la storia sindacale», attacca Marco Di Rocco, segretario provinciale Fiom, «invece che andare dalla parte dei lavoratori proteggendoli dai ricatti delle aziende, la Uilm fa firmare un documento contro un'altra organizzazione sindacale».
La linea Fiom, espressa in un incontro con circa 200 delegati della provincia di Chieti, è sempre la stessa. Si parla di diritti, un discorso che per Fiom vale soprattutto in tempi di crisi e ancora di più in tempi di leggera ripresa. «Se viene prima il lavoro che i diritti», sottolinea Di Rocco, «significa che si è tornati al caporalato, quando pur di lavorare si accettavano le condizioni peggiori».
Sullo sfondo c'è sempre il caso dei 4 sabati comandati (l'ultimo è il 2), respinti dalla Fiom, nella più grande fabbrica d'Abruzzo, la Sevel di Atessa, da dove escono i furgoni Ducato. Il clima in fabbrica è teso, la conferma arrivava anche due giorni fa con l'assemblea Uilm. Quello che però la Fiom ribadisce con forza è l'inasprimento delle condizioni lavorative. «Si fanno 970 furgoni al giorno con 1.400 operai in meno», prosegue Di Rocco, «chiediamo alla Sevel di rispettare il contratto del 2005 quando in cambio di lavoro straordinario, giustissimo in tempi di necessità dell'azienda, abbiamo però ottenuto posti di lavoro. Che ne è dei 1.200 lavoratori precari licenziati? E dove è finito il premio di risultato del 2009?».
Giovanni, operaio alle lastrature parla in sala della Sevel come di una «caserma». Con i nuovi ritmi e carichi di lavoro è difficile mangiare un panino. «Lo stress», dice, «aumenta il rischio di errori e fioccano lettere di richiamo e disciplinari, si torna a casa stravolti».
«Vogliamo che Sevel ci restituisca il "maltolto"», rincara Nicola Di Matteo, segretario regionale Fiom, «la Uilm invece deve decidere che tipo di sindacato vuole essere, se vuole difendere i lavoratori o se stare dalla parte delle aziende e delle scelte governative. I lavoratori sono dalla nostra parte perché la Fiom ha fatto una scelta e la sta portando avanti». Intanto domani sarà a Lanciano anche il segretario nazionale Ugl metalmeccanici Antonio D'Anolfo.
Il 5 ottobre, invece, i rappresentanti della Fiat incontreranno Fiom, Film e Uilm sugli investimenti negli stabilimenti (il progetto «Fabbrica Italia»). Dopo l'accordo per la sede di Pomigliano (non firmato dalla Fiom) si parlerà degli altri siti di Mirafiori, Cassino, Melfi e quindi della Sevel di Atessa.

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