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Data: 30/09/2010
Testata giornalistica: L'Unit
Allarme della Regione «Treni e bus, con i tagli di Tremonti è a rischio una corsa su sei»

Una corsa su sei - in media tra bus e treni - a rischio. E l'aumento delle tariffe, ipotizzabili nell'ordine del 15- 20%, per il trasporto pubblico su gomma. Si annuncia un 2011 di lacrime e sangue per chi usa autobus e treni in Emilia-Romagna. L'allarme è stato rilanciato ieri da Alfredo Peri, assessore regionale ai Trasporti della Regione, che ha presentato una prima ricognizione dei conti. Servizi ferroviari Ogni anno lo Stato trasferisce quasi 70 milioni di euro, che vanno a coprire il contratto di servizio con Trenitalia e Fer per le corse interne all'Emilia-Romagna. Immaginando un taglio lineare, «andrebbero cancellate il 59% delle risorse stanziate, con inevitabile decadimento del contratto», osserva Peri. Questo, ovviamente, non si tradurrà nella sparizione di un treno su due. Per quanto riguarda la manutenzione delle infrastrutture ferroviarie, poi, verrebbe annullato l'intero trasferimento di 4 milioni e 242 mila euro. Questo non intaccherà, spiega Peri, sui 12 nuovi treni diesel che opereranno sulla Vignola-Bologna e su altre linee simili, già ordinati e pagati da tempo, ma è chiaro che non si riuscirà a perseguire gli obiettivi di rinnovamento parco mezzi a cui la Regione ambiva. Viabilità I tagli previsti dal governo «azzerano» i trasferimenti per coprire le «Bassanini», le leggi che - tra il '97 e il '99 - hanno passato agli enti locali una serie di competenze. In questo caso si tratta della manutenzione di circa 2.000 chilometri di strade ricevute dalle Province per cui lo Stato versava poco meno di 60 milioni di euro. Rientrano in questa fetta «che sarebbe cancellata completamente», sottolinea Peri, sia gli interventi di sviluppo e di ammodernamento della rete viaria, sia la manutenzione straordinaria e gli interventi a seguito di eventi straordinari. Bus e trasporto pubblico Anche qui Tremonti non è andato per il sottile. Sette milioni e 800mila euro trasferiti nel 2009 alla Regione per il contratto nazionale degli autoferrotranvieri (quota 2007) spariranno. Così come la quota annuale di 18 milioni e 400mila euro che servono a ripagare le rate annuali di mutui contratti per la sostituzione del parco autobus. Come reagire? «Bisognerà andare di bisturi, perché se si usa l'accetta non se ne esce - sintetizza Peri -. Così com'è il taglio è insostenibile, da un anno all'altro: capisco che i saldi devono restare gli stessi (all'Emilia-Romagna saranno sottratti 350 milioni di euro sul 2011 e 400 sul 2012, fatto salvo il settore della Sanità, ndr) ma chiediamo subito un tavolo con Tremonti e Matteoli». Gli effetti sono molteplici: non solo sulla mobilità in sé, ma anche sulle aziende di trasporto che, a fronte di un calo di risorse, «finiranno in deficit, perché non hanno cassa integrazione e non possono licenziare». I risparmi aziendali, dopo le fusioni tra Ferrara e Bologna, e quella delle tre imprese di trasporto pubblico romagnole sono già stati fatti. Insomma, «il margine è poco», aggiunge Peri. Praticamente inevitabili gli aumenti: decideranno i singoli enti ma a Bologna si ipotizzava un biglietto del bus a 1,20 euro. «Proveremo ad agganciare eventuali rincari a nuovi servizi offerti chiude l'assessore -, come lo Stimer il biglietto unico integrato». I pendolari La preoccupazione è tanta da parte di chi il treno lo prende tutti i giorni. «Gli aumenti tariffari li hanno fatti ad agosto, legandoli proprio al progetto Stimer - spiega Giuseppe Poli, presidente Crufer -. Ma non è che stiamo tranquilli, con questi tagli». Anche perché «nel 2008 la Regione ha fatto la scelta di salvaguardare dagli aumenti più pesanti gli abbonati ma, considerando che rappresentano il 30% dei circa 100mila spostamenti giornalieri sulle tratte regionali - aggiunge Poli -, non so se si possa continuare così». Da qui a fine ottobre la Regione sentirà tutti: utenti, aziende, agenzie per la mobilità. «Intanto - suggerisce Poli - si potrebbe pretendere più qualità da Fer e Trenitalia, richiamandoli al rispetto dei contratti».

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