Oltre 200 assunzioni attraverso un sistema clientelare creato da politica, sindacati ed enti istituzionali
L'AQUILA. Abruzzo Engineering cambia i connotati quasi in silenzio. Tre delle quattro sedi regionali chiuse a inizio 2010, il ruolo di direttore generale tagliato. Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, dopo la vivace seduta di consiglio, sposa il modulo zemaniano: difendersi attaccando. L'equazione «metterci la faccia, perdere la faccia» non gli fa perdere il sonno: «Quei 12 mila euro per l'incarico professionale a Carmine Tancredi hanno fatto risparmiare un sacco di soldi agli abruzzesi».
L'INCARICO. La consulenza - Gianni Chiodi precisa che in realtà si tratta di un incarico professionale - viene affidata al collega di studio Carmine Tancredi per un ammontare di 12mila euro. L'oggetto dell'incarico (come spiegato nella tabella in pagina) prevede da un lato un approfondimento del piano industriale di Abruzzo Engineering, dall'altro un'opera di convincimento nei confronti della Banca europea per gli investimenti a disporre una linea di credito agevolato al sistema creditizio abruzzese.
«Ho chiesto di verificare il piano industriale», aggiunge il commissario per la ricostruzione, «per capire se fosse affidabile oppure no. Di fatto il piano viene predisposto dai tecnici visto che è di tipo informatico. Volevo capire da Tancredi se il piano industriale si reggesse o se fosse valido solo sulla carta. Insomma, serviva una verifica sulla situazione del bilancio, sui conti. Inoltre, mi aspettavo suggerimenti, che mi sono puntualmente arrivati, circa un'organizzazione aziendale diversa per contenere i costi. Per esempio un quesito che gli ho posto era legato a un suo parere circa delle posizioni dirigenziali che potessero essere considerate non strettamente necessarie».
DIRETTORE GENERALE. Nel nuovo piano industriale, come fa sapere Chiodi, attraverso una diversa organizzazione di Abruzzo Engineering, sono state soppresse alcune figure in prospettiva, come per esempio quella del direttore generale. «Il tutto finalizzato a ridurre i costi», aggiunge, «io non avevo il tempo necessario e non mi fidavo di nessuno, perché la vicenda di Abruzzo Engineering è stata paradossale dal punto di vista del clientelismo».
SISTEMA CLIENTELARE. Un intreccio di assunzioni in tutta la regione che porta la società a toccare il numero di 200 dipendenti. «Il clientelismo», osserva il presidente della Regione, «aveva attraversato tutto l'arco costituzionale, compreso quello sindacale, e una parte della burocrazia dei vari enti istituzionali interessati. Di conseguenza, non avevo la possibilità di provvedere personalmente, ma avvertivo la necessità di una informazione fiduciaria oltre che competente perché le altre non avevano questo livello di fiducia per me». Non le è apparsa in ogni caso una scelta quanto meno inopportuna? «Ho preso la persona che ritengo più competente anche correndo il rischio dell'opportunità», taglia corto Chiodi, «consapevole del fatto che ho il compito di fare le cose per bene e se ad Abruzzo Engineering non sono state date commesse in questa fase da parte della Regione, se sono emerse aree di rischio che il consiglio di amministrazione sta approfondendo, tipo alcune transazioni commerciali fatte dalla precedente gestione, e cioè quella di Lamberto Quarta, ebbene è proprio perché ho chiesto approfondimenti. Il vantaggio di rivolgermi a Carmine Tancredi è che mi poteva evidenziare le aree di rischio, o meglio le zone d'ombra con margini di rischio elevato, disponendo perizie circa i lavori di Abruzzo Engineering».
MAXI-FATTURAZIONE. Il riferimento è a quella che Chiodi definisce l'operazione più eclatante: «È quella in cui Abruzzo Engineering elabora un prodotto informatico da 2.5 milioni di euro e affida la commessa a Selex (il socio privato ndr) per l'ingegnerizzazione del prodotto. L'aumento di valore conseguente all'ingegnerizzazione, però, è troppo alto perché successivamente la stessa Selex ha rifatturato ad Abruzzo Engineering il prodotto ingegnerizzato per 8 milioni di euro. Posso elencare altri acquisti per prodotti che non hanno trovato successivamente una ragione di ricavo. È come se mi approvvigionassi di gomme e poi non le vendessi».
«Qualcuno potrebbe obiettare», solleva il problema lo stesso commissario per la ricostruzione, «che erano in previsione commesse non acquisite dalla Regione, ma se fosse così mi sembra comunque un comportamento assai imprudente che configura in ogni caso una malagestione. Io non acquisto prodotti per milioni di euro senza la certezza di produrre ricavi. Ecco, io avevo intuito che c'era qualcosa di poco chiaro».
GLI SPRECHI. L'incarico professionale finito nel mirino dell'opposizione in consiglio regionale viene vista da Chiodi come l'opportunità per chiarire che «sono il primo presidente di Regione il quale, non avendo partecipato a nessuna fase di ideazione o creazione di Abruzzo Engineering, ci sta mettendo seriamente le mani per capire come sono andate le cose, e se c'è stato depauperamento di risorse generali. Ho preteso anche che sul piano industriale ci fosse un programma di contenimento di costi per quanto riguarda il personale. Non è possibile che una società abbia 200 dipendenti, molti senza far nulla e senza che nessuno si sia posto il problema».
LE SEDI CHIUSE. All'inizio del 2010 è stata disposta la chiusura delle sedi periferiche di Teramo, San Giovanni Teatino e Sulmona, «con un risparmio annuo di 400mila euro», dice Chiodi, «e dietro c'era non solo personale in più che lavorava in misura contenuta, ma addirittura personale privilegiato con la sede di lavoro sotto casa. Questo sistema clientelare aveva di fatto accontentato tutti, per cui nessuno sollevava questi problemi. Se l'ho fatto io, nonostante il carico di lavoro, è stato grazie ai suggerimenti di Carmine Tancredi. Ora il presidente di Abruzzo Engineering, Francesco Carli, sta facendo una profonda revisione. Questi sono soldi degli abruzzesi».
LA BANCA EUROPEA. Una voce dell'incarico era finalizzata a convincere la Banca europea per gli investimenti a predisporre «un'operazione di sostegno al nostro sistema creditizio. La Bei ha messo a disposizione delle banche abruzzesi una linea di credito a tasso agevolato per 100 milioni di euro affinché gli istituti di credito potessero erogarli con normali operazioni bancarie».