All'indomani delle dimissioni presentate dal sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, sfiduciato dalla sua stessa maggioranza, molti si interrogano sul perché di questa decisione. Si chiedono, cioè, se a condizionare il primo cittadino non siano state anche le tante inchieste che lo vedono protagonista, alcune delle quali piuttosto delicate.
Questo lo saprà soltanto Cordoma che comunque la sera delle dimissioni ha trasmesso un comunicato specificando soltanto (e non poteva essere diversamente) le questioni politiche. Però c'è anche da registrare la sua richiesta, già accolta dalla procura, di essere interrogato dai magistrati del pool (il procuratore Trifuoggi e i sostituti Mantini e Varone) che indagano sullo scandalo rifiuti e dunque anche su Cordoma.
L'interrogatorio è stato già fissato per mercoledì prossimo. E vale la pena ricordare che l'inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari l'assessore regionale alla sanità Lanfranco Venturoni e l'imprenditore dei rifiuti Rodolfo Di Zio, parte proprio da Montesilvano. Infatti fu il neo presidente della Ecoemme, l'avvocato Di Carlo,società pubblico-privata con la partecipazione appunto della Deco di Di Zio, a presentare la denuncia in procura dopo che Cordoma aveva fatto un repentino ed allora inspiegabile dietrofront.
Il perché di quella inversione di marcia è spiegato oggi nelle carte dell'ordinanza che inchiodano Venturoni e Di Zio. Quest'ultimo avrebbe versato 10 mila euro di contributi elettorali al consigliere regionale nonché coordinatore provinciale del Pdl, Lorenzo Sospiri, per ottenere da lui il ripensamento di Cordoma. E questo arriva con una puntualità incredibile soltanto due giorni dopo. Non solo, ma dalle intercettazioni si sente proprio il sindaco di Montesilvano, Cordoma, che commenta con Sospiri le dimissioni di Di Carlo, dicendo «Meno male, mi sono tolto un grosso peso».
La richiesta di interrogatorio potrebbe nascondere anche un qualche timore di Cordoma per una eventuale decisione del pool in relazione a questo secondo troncone dell'inchiesta, quello su Montesilvano, che sta per arrivare. Una eventualità che potrebbe trovare una conferma nel fatto che anche Sospiri, di recente, ha fatto arrivare ai magistrati la stessa richiesta di interrogatorio, anche se per lui la data non è stata ancora fissata. Evidentemente questa inchiesta preoccupa e non poco i due esponenti politici. «I diecimila euro versati a Sospiri - scrivono i magistrati definendo il consigliere regionale "mentore di Cordoma" - sono da porre in diretta relazione con la necessità di comprare i favori del sindaco di Montesilvano Cordoma il quale, nell'ambito della partecipata comunale Ecoemme, improvvisamente recede da ogni velleità di controllo sul partner Deco». Insomma i due devono aver pensato che in ogni caso, per come si stanno mettendo le cose, è meglio anticipare eventuali mosse della procura. E sono evidentemente pronti a fornire la loro versione dei fatti.