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Pescara, 23/06/2026
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Data: 30/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Metalmeccanici, deroghe al contratto nelle aziende ma non sui salari. Firmato l'accordo con Fim, Uilm e Ugl. "No" della Fiom.

Sacconi: intesa nel segno di Pomigliano. Nessuna svolta per la Fiat

ROMA Ora c'è nero su bianco. Federmeccanica, Fim, Uilm e Ugl (quest'ultima su un tavolo separato) hanno firmato l'accordo che prevede "deroghe" al contratto nazionale dei metalmeccanici. Più semplicemente, la possibilità, attraverso intese tra le parti, di individuare regole specifiche per raggiungere obiettivi condivisi senza però andare a toccare i salari. Nel protocollo - già bocciato dalla Fiom - le "deroghe" potranno essere concordate, in via sperimentale o temporanea, «per contenere gli effetti di crisi aziendali». Le stesse "deroghe" dovranno «indicare la durata e i riferimenti puntuali agli articoli dei contratti nazionali oggetto di modifica» e «l'esigibilità dell'accordo con provvedimenti a carico degli inadempienti di entrambe le parti». Cioè anche sanzioni nei casi in cui le parti firmatarie dovessero violare le intese.
Il protocollo non fissa "deroghe" precise, ma disegna un accordo quadro che potrà essere preso a riferimento in situazioni magari assai diverse. Insomma, azienda per azienda potrà individuare accordi specifici e condivisi. Il caso Pomigliano evidentemente ha fatto scuola, non tanto perché ha varato una nuova normativa uguale per tutte le aziende, ma perché a tutte le aziende ora offre la possibilità di stipulare accordi interni sull'organizzazione del lavoro. Del resto quello che ha affermato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ne è una conferma: «L'evoluzione delle relazioni industriali non può che essere nel segno di Pomigliano, sempre più organizzate nei termini dell'azienda e del territorio, ridimensionando il contratto nazionale a cornice. Si tratta di un'intesa che porterà anche nuovi investimenti».
Soddisfatta Federmeccanica che parla di «buon accordo». Il presidente, Pier Luigi Ceccardi, ha rivolto un nuovo invito alla Fiom a tornare al tavolo, ma ha incassato un secco per quanto rapido «no». «La firma dell'accordo - ha tuonato il leader delle "tute blu" della Cgil, Maurizio Landini - è uno strappo democratico gravissimo. Fim e Uilm non hanno alcun mandato a firmare le deroghe che aprono un percorso di cancellazione del contratto nazionale». «Una «scelta sbagliata» anche per Guglielmo Epifani.
Secondo il numero uno della Fim, Giuseppe Farina, l'intesa «rafforza il contratto e dà maggiori possibilità di contrattazione aziendale». «Non crea alcun problema democratico», ha puntualizzato, Rocco Palombella, segretario generale della Uilm. La Fismic firmerà oggi il protocollo anche se il leader, Roberto Di Maulo, ha voluto precisare che «la montagna ha partorito un topolino. Deroghe insufficienti, va fatto un accordo specifico sull'auto». Cioè per Fiat. Su quest'ultimo punto Federmeccanica ancora ieri ha provato ad intavolare una discussione, ma ha incassato un altro «no» da Fim e Uilm. Un nuovo "assalto" è previsto per il prossimo 5 ottobre.

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