A FATICA, tra urli e strepiti, prima dell'assessore regionale al lavoro Enrico Vesco, poi del vicesindaco Paolo Pissarello, l'ipotesi di accordo sul futuro dell'Amt ha preso forma, la trattativa è andata avanti ieri fino a notte, ma toccherà comunque ai lavoratori con un referendum dare il via libera definitiva al documento, che introduce per la prima volta nella storia la possibilità per i dipendenti Amt di andare in cassa integrazione in deroga. Tra le novità c'è anche la possibilità di utilizzare la cassa integrazione a ore e l'impegno del Comune a varare il ritocco delle tariffe, con il biglietto quasi sicuramente a 1,50 euro, entro la fine dell'anno. Sul documento, a meno di una rottura all'ultimo minuto, dovranno esprimersi anche la giunta regionale e il consiglio comunale, che è convocato oggi pomeriggio per una seduta straordinaria proprio sul tema del trasporto pubblico locale e la crisi dell'azienda genovese. Ieri sera si è riunito per la stretta finale il tavolo regionale sul tema dell'Amt, coordinato dall'assessore regionale al lavoro Enrico Vesco, con i sindacati, Cgil, Cisl, Uil, Faisa e Ugl, il vicesindaco Pissarello per il Comune, Confservizi per l'azienda. I sindacati avevano già trasmesso a Vesco le correzioni all'ipotesi di intesa, con una riscrittura molto ampia, tanto che l'assessore Vesco si è infuriato. Poi si è iniziato a discutere, i punti più controversi sono stati l'utilizzo del fondo straordinario costituito dalla Regione per gli incentivi all'esodo e l'integrazione della cassa integrazione e anche l'impegno dell'Amt sui 28 milioni di chilometri di servizio da garantire come ha chiesto anche la giunta di palazzo Tursi. Sul testo dell'accordo si è lavorato fino a notte, poi la palla passerà ai lavoratori, che nel giro di due-tre giorni, al massimo dovranno votare. I tempi sono stretti, perchè l'assessore Vesco ha già fatto capire che bisogna arrivare a chiudere la partita Amt entro questa settimana, dato che lunedì prossimo, il 22 novembre, si apre il confronto sugli effetti della manovra finanziaria rispetto al complesso del sistema del trasporto pubblico regionale. E il 23 novembre è già proclamato lo sciopero dei bus contro i tagli. Il documento che i lavoratori dovranno votare prevede un elenco dettagliato di impegni per la Regione, per il Comune e per Amt. La Regione in particolare si impegna a presentare entro il 31 dicembre un disegno di legge sul trasporto pubblico locale e mette a disposizione un fondo regionale di cinque milioni di euro per garantire incentivi all'esodo dei dipendentie l'integrazione al reddito dei lavoratori che dovessero andare in cassa integrazione in deroga. Gli impegni del Comune riguardano invece il mantenimento nel bilancio del 2011 di un impegno di 23,3 milioni di euro per il trasporto pubblico e la revisione del sistema delle soste, compreso le tariffe. Per il Comune c'è infine l'impegno ad approvare entro il 31 dicembre «una revisione del sistema tariffario, prevedendo idonei criteri di indicizzazione», in questa dicitura è compreso l'aumento del biglietto e anche l'introduzione del redditometro per gli abbonamenti. Il Comune prenderà inoltre in carico 80 dipendenti Amt da utilizzare come ausiliari del traffico. Amt da parte sua deve garantire un servizio pari a 28 milioni di chilometri l'anno per il 2011. Le organizzazioni sindacali infine si impegnano a discutere la valutazione dell'organico, il premio di risultato a fronte di aumenti di produttività e la possibilità di trasformare i contratti full-time in contratti part-time per il personale viaggiante su base volontaria. In arrivo la cassa in deroga Per la prima volta il documento che sarà sottoposto al referendum dei lavoratori e all'approvazione del consiglio comunale prevede per i dipendenti Amt la cassa integrazione in deroga. Ieri sera stretta finale al tavolo regionale coordinato dall'assessore al Lavoro Enrico Vesco